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Tagli Governo Renzi 2014: per chi, come, quando. Dipendenti pubblici, statali e settori interessati

Il piano tagli della spending review del Commissario Carlo Cottarelli: toccati tutti i settore, da pensioni a difesa, politica ed altri




Tagli alla difesa, alle prefetture, ai vigili del fuoco e alle capitanerie di porto, ma anche ai trasporti, dai Tir fino alle ferrovie, e alle pensioni: questo il piano che si abbatterà a breve sui comparti appena citati, previsto dal commissario per la spending review Carlo Cottarelli. Il piano prevede risparmi pari a 7 miliardi nel 2014, 18,1 nel 2015 e 33,9 nel 2016.

Dei sette indicati per quest'anno, Cottarelli ha già detto di considerare “effettivi” solo 3 miliardi, perché il primo trimestre è di fatto già trascorso e tradurre gli obiettivi di risparmio in legge richiede tempo. Il documento prevede anche  interventi sulla spesa pensionistica e indica tre misure: un prelievo temporaneo sugli assegni più alti, l'aumento a 42 da 41 anni del requisito contributivo per le donne e una stretta sulle pensioni di guerra.

Da queste misure dovrebbero derivare quasi 2 miliardi nel 2014, ma Renzi ha escluso interventi, dicendo che “per i pensionati non cambia niente”. In realtà, sul capitolo pensioni, sarebbero previsti tagli sulle pensioni di reversibilità, da cui ricavare 100 milioni dal 2016; l’intervento sugli assegni di accompagnamento per gli invalidi totali, da cui ricavare 100 milioni dal 2015; tagli alle pensioni di guerra (200 milioni già da quest’anno), nonché il prelievo di un contributo sulle pensioni più elevate.

Rispetto a quest’ultimo punto, dopo notizie, smentite e conferme che si sono susseguite negli ultimi giorni, bisognerà ancora definire la soglia pensionistica oltre la qualche dovrebbe eventualmente scattare il prelievo.

Taglio anche ai costi della politica: dai Comuni alle Regioni agli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale; in ballo di nuovo l’operazione ‘cieli stellati, da cui arriveranno 100 milioni, per combattere l’inquinamento luminoso; circa 100 milioni arriveranno dal risparmio derivante dalle meno auto blu in circolazione, 500 milioni dagli stipendi ridotti ai dirigenti dello Stato, 1,4 miliardi dai trasferimenti alle imprese e dal blocco dei fondi che vanno regolarmente all’autotrasporto.

Previsto, inoltre, il taglio di almeno 85mila dipendenti pubblici entro il 2016, una sforbiciata alle spese militari con l'ipotesi di vendere la portaerei Garibaldi, e dimezzare gli F35. Per i cacciabombardieri, il governo vorrebbe una rinegoziazione della commessa, non più 12, ma 6 miliardi di euro da spendere nell'arco di 12 anni, non più 90 ma 45 aerei, con un risparmio previsto di mezzo miliardo l'anno.

Sul tavolo anche la sospensione del piano ‘Forza Nec’, un progetto per lo sviluppo delle comunicazioni per i militari in missione.  Per quanto riguarda la storica portaerei Garibaldi invece, la vendita non servirebbe tanto a far cassa, ma eliminerebbe il sovrapporsi di mezzi che hanno funzione analoga, come la Cavour. A rischio anche una cinquantina di elicotteri di Marina militare, guardia costiera e vigili del fuoco per il soccorso in mare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il