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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: uscita prima, no aumento età secondo Ministro Poletti

Dovrebbe aumentare da 41 a 42 anni l'età contributiva per le donne per maturare i requisiti per congedarsi dal lavoro: cosa potrebbe ancora cambiare per le pensioni




Dovrebbe aumentare da 41 a 42 anni l'età contributiva per le donne per maturare i requisiti per congedarsi dal lavoro: e così il nuovo governo Renzi cerca di dare una risposta concreta all’Ue sulla questione pensioni uomini e donne.

Se, infatti, secondo molti, equiparare l’età pensionabile fra uomini e donne è stata un’ingiustizia sociale, l’Unione Europea ha puntato il dito contro l’Italia per la questione di differenza di trattamento contributivo tra uomini e donne, sistema che agevola l’uscita delle donne dal lavoro.

Secondo l’Ue, la legge 214 del 2011, che stabilisce gli anni minimi di contribuzione per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima a 41 anni e 3 mesi per le donne e 42 anni e 3 mesi per gli uomini, non è giusta e i servizi che fanno capo al commissario Ue alla giustizia Viviane Reding, titolare del dossier, ritengono che la norma italiana vada contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne.

Le modifiche sulle pensioni dovrebbero passare dal piano per la spending review elaborato dal commissario straordinario Carlo Cottarelli in cui sono previsti tagli e tassazioni aggiuntive. Il premier Matteo Renzi ha comunque escluso l'introduzione di un contributo temporaneo di solidarietà per gli assegni più elevati e resta da capire che trattamento sarà riservato alle altre proposte, come quella relativa all'aumento da 41 a 42 anni dell'età contributiva per le donne per maturare i requisiti per la pensione, in modo da parificarla a quella degli uomini.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il