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Tasi 2014: aliquote e detrazioni decise da Comuni. Calcolo in base alle diverse scelte

Saranno i Comuni a scegliere le aliquote da applicare per il pagamento della Tasi e le eventuali detrazioni: stime e previsioni con maggiorazione o meno su prime case e altri immobili




Saranno i Comuni a scegliere le aliquote da applicare per il pagamento della Tasi e le eventuali detrazioni previste. Ancora da comunicare in molti Comuni le decisioni ufficiali ma ciò che si sa per certo, secondo le previsioni dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, è che ad essere colpite di più saranno le seconde case e gli immobili d'impresa, sui quali si pagherà sia l'Imu che la Tasi, la cui somma avrà adesso un nuovo tetto d'aliquota pari all'11,4 per mille.

Il carico maggiore peserà su negozi, capannoni e imprese, per cui si profila una stangata di almeno un miliardo di euro. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, con l’aliquota base all’uno per mille, solo sui capannoni, è previsto un aumento di quasi 650 milioni di euro entrate fiscali, mentre alle imprese italiane la Tasi costerà almeno un miliardo di euro, con l’aliquota base dell’1 per mille.

Per calcolare la Tasi, si parte dalla rendita catastale, poi  rivalutata del 5% e si moltiplica il risultato precedente per il coefficiente del proprio immobile, per esempio 160 che è il coefficiente delle abitazioni. Bisognerà poi applicare sul valore catastale l’aliquota stabilita dal proprio Comune di residenza, con le eventuali detrazioni previste su base locale.

La possibilità per i Comuni di aumentare l’aliquota dello 0,8% fino all’11,4 per mille (somma Imu+Tasi) porterà sicuramente molto sindaci ad alzarla su seconde case, negozi e imprese. Stangata anche sulle seconde case sfitte, per cui si rileva un aumento del 10,9% e, per esempio, un trilocale da 90 mila euro con l’imposta pagava 1.096 euro di Imu e pagherà 1.168 euro di Tasi, ma anche sulle secondo case affittate.

Le prime case, invece, non dovrebbero subire forti carichi: i sindaci potranno aumentare l'aliquota massima della Tasi, ‘per ciascuna tipologia di immobile, fino ad un massimo dello 0,8 per mille complessivo’, e ciò significa che l'aliquota sulla prima casa potrà salire dal 2,5 al 3,3 per mille.

Federconsumatori ha proposto una serie di simulazioni sui possibili scenari Tasi Imu 2014, a seconda che il Comune decida per l’aumento sulle prime case, portando il prelievo fino allo 0,33%, la maggiorazione sulle seconde case, portando l’aliquota all’1,14%, l’aumento pro quota su prime seconde case, e ipotizzando una detrazione standard sulla prima casa pari a 100 euro.

Sulla prima casa, con una maggiorazione dell’,08% (aliquota 0,33%), la Tasi media da pagare sarebbe pari a 337 euro, oltre 50 euro in più rispetto a quanto versato nel 2012. Se, invece, non ci sarà maggiorazione sulla prima casa, ipotizzando una detrazione di 100 euro le città più care sarebbero: Roma (778 euro, contro i 1155 del 2012), Torino (602 euro, contro 874 nel 2012), Bologna (511 euro, contro i 728 del 2012) e Milano (498 euro, contro i 707 del 2012). La top ten prosegue con Padova, Massa Carrara, Firenze, Aosta, Venezia, La Spezia.

Più complesso il calcolo per gli altri immobili perchè alla Tasi si aggiunge l’Imu, e la loro somma può arrivare all’1,14%: 1,06% (tetto massimo Imu) + 0,08% (possibile maggiorazione Tasi). I Comuni in cui l’Imu sulle case diverse dall’abitazione principale è già al livello massimo, possono applicare una maggiorazione fino allo 0,08%, come in 52 capoluoghi su 105 (circa la metà, quindi) e in questo caso (+0,08% rispetto all’Imu 2013), l’aumento medio nazionale sarebbe pari a 106 euro rispetto a quanto pagato nel 2013 e di 125 euro rispetto all’Imu 2012. L’imposta media sarebbe pari a 1425 euro, contro i 1318 del 2013 e i 1299 del 2012.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il