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Spending Review 2014 e tagli Renzi-Cottarelli: pensioni, statali,polizia,carabinieri,esercito,sanità

Matteo Renzi: “Il commissario ci ha fatto l'elenco e ora tocca a noi individuare dove tagliare”. Il piano spending review di Cottarelli




Solo qualche giorno fa il commissario per la spending review Carlo Cottarelli che ha illustrato il suo piano di tagli e revisione alle spese. E sulla spending review è intervenuto il premier Matteo Renzi che ha detto: “Stiamo facendo una analisi politica, il commissario ci ha fatto l'elenco e ora tocca a noi individuare dove tagliare. Ci presenteremo in modo chiaro in Parlamento con le voci dove vogliamo intervenire e dove no. E del tutto ovvio che le scelte le fa la politica.

L'analisi tecnica è una cosa, ma poi le decisioni le fa chi è eletto. Altrimenti sarebbe come se in una famiglia il commercialista decidesse se si taglia la scuola di musica o si risparmia sulla spesa della quarta settimana”.

Si è dimostrata scettica sulle capacità di scegliere del premier il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che ha detto: “Non c'è dubbio che ci sia bisogno di una revisione della qualità e della quantità della spesa, ma mi sembra che le cose annunciate stanno nella vecchia logica dei tagli lineari e nella compressione dell'occupazione con un ritorno alla logica recessiva”.

Il piano di Cottarelli prevede che 2,2 miliardi vengano recuperati dall’efficientamento diretto (800 milioni da iniziative su beni e servizi, 200 dalla pubblicazione telematica degli appalti pubblici, 100 da consulenze e auto blu, 500 dagli stipendi dei dirigenti della pa, 100 da corsi di formazione, 100 dall’illuminazione pubblica, 400 da proposte varie); 200 milioni da riorganizzazioni (riforma province e spese enti pubblici); 400 da costi della politica (Comuni, Regioni e finanziamento ai partiti); 2 miliardi da trasferimenti a imprese e famiglie (un miliardo dai fondi statali alle aziende soprattutto autotrasporto, 400 milioni da quelli regionali, 200 da microstanziamenti, 100 dal trasporto pubblico locale e 300 da quello ferroviario) e 2,2 miliardi da spese settoriali (1,4 da pensioni, 300 milioni dalla sanità, 100 dalla difesa, 200 dall’allineamento della contribuzione delle donne, 200 da revisione delle pensioni di guerra).

I tagli dovrebbero toccare forze dell'ordine, costi della politica, auto blu, incentivi alle imprese, alle partecipate, alla difesa, alle prefetture, alle capitanerie di porto, alle consulenze, all’illuminazione pubblica, agli immobili, alle pensioni di guerra e di reversibilità.

Prevista anche la riduzione degli F35, l’eventuale chiusura di 385 caserme e la creazione di una task force per gestirne la vendita. Tra le ipotesi anche la dismissione e la vendita della portaerei Garibaldi che ha da poco superati i 30 anni ed è stata affiancata dalla più nuova e moderna Cavour.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il