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Tasi 2014, Imu, Iuc, Tari e revisione catastale. Cosa cambia e conseguenze possibili

Cosa prevedono le misure della nuova riforma del catasto e come potrebbero influire su Tasi e Iuc. Previsioni, ma bisognerà aspettare ancora qualche anno




La riforma del catasto, attesa da molti, è contenuta nella legge sulla delega fiscale ma per far diventare effettive le novità bisognerà passare attraverso una serie di decreti legislativi. E chissà quanto tempo servirà.

La riforma del catasto è molto attesa dai proprietari immobiliari, perché finalizzata a recuperare situazioni di sottostima o sovrastima delle attuali rendite catastali e per inseguire una perequazione fiscale nel settore impositivo immobiliare, ma, d’altro canto, gli stessi proprietari immobiliari temono possa rappresentare l’ennesima manovra per un aumento della pressione fiscale, considerando che in questi ultimi anni ha colpito soprattutto gli immobili con l’unico risultato di aver affossato il settore economico trainante per il nostro Paese come quello dell’edilizia.

Con la nuova riforma del catasto per le destinazioni speciali o ordinarie la novità principale sarà costituita dalla determinazione per ogni unità immobiliare sia del reddito annuo (rendita) che del valore patrimoniale (corrispettivo di compravendita)  e tali valori non saranno più convenzionali come le attuali rendite, ma essendo  rapportati ad un periodo economico vicino, rappresenteranno dati economici prossimi a quelli rilevabili dal mercato ordinario.

Altra novità sarà la diversa denominazione della categoria dell’immobile. Le unità immobiliari assumeranno, infatti, una nuova categoria denominata anche ‘destinazione d’uso funzionale’ e nel gruppo delle abitazioni anziché le categorie A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 ci sarà un’unica categoria catastale denominata R/1 ‘Abitazioni in fabbricati residenziali e promiscui’ (unità in un condominio) e per le categorie A/7 e A/8 l’unica categoria R/2-   ‘Abitazioni in villino e in villa’, mentre la categoria A/11-  ‘Abitazioni tipiche dei luoghi’ diventerà R/3, conservando la originaria denominazione.

La ridefinizione e l’aggiornamento  delle tipologie immobiliari riguarderà anche gli altri gruppo di categoria vigenti e vedrà l’introduzione di nuove tipologie, più recenti, assenti in passato. Cambia anche il sistema estimativo del catasto dei fabbricati che non farà riferimento a tariffe d’estimo predeterminate, ma determinerà  rendita e valore, distintamente per ogni unità immobiliare sulla base di specifici algoritmo di calcolo e relative tabelle parametriche che le andranno a sostituire e che saranno oggetto di approvazione da parte delle Commissioni Censuarie e di pubblicazione in G.U.

Tra le altre novità previste l’ introduzione del metro quadrato di superficie come parametro di misura della consistenza immobiliare delle unità a destinazione ordinaria; e la determinazione sia della rendita che del valore patrimoniale.

L’effetto della riforma del catasto si sentirà anche sulla nuova Tasi che sta per debuttare: le aliquote Tasi per i servizi indivisibili comunali, così come tutte quelle basate sui dati d’estimo desunti dal catasto dovranno essere ridimensionate. Probabilmente, dunque, le novità della riforma del catasto porteranno non rialzi ma abbassamenti. Ma per tutto ciò, si prevede, bisognerà aspettare 4-5 anni quando la riforma sarà completata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il