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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: la situazione aggiornata della settimana

Smentito l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne da 41 a 42 anni: i chiarimenti del ministro del Lavoro Poletti. Ma resterà l’opzione contributivo per uscita anticipata?




Dopo la presentazione del piano lavoro e il silenzio del premier Matteo Renzi sulle pensioni, fioccano lamentele e polemiche da parte di lavoratori, sindacati, pensionandi e alcune forze politiche, deluse da come si sta gestendo la situazione relativa al comparto previdenziale.

Da tempo, infatti, si richiedono diversi interventi per cambiare le norme attualmente in vigore, o quanto modificarle, ma finora non è stato fatto ancora nulla. E non ci sono grandi modifiche in vista nemmeno per la questione pensione anticipata per le donne e l'opzione contributivo resta l'unica possibilità attualmente in vigore per accedervi.

Secondo questo meccanismo, le donne che entro il 2014 matureranno 35 anni di contributi ed avranno un età anagrafica pari a 57 anni se dipendenti o 58 anni se autonome, potranno uscire dal mercato del lavoro rimanendo incolumi dai cambiamenti avvenuti con la legge Fornero, usufruendo appunto dell'opzione contributivo.

Carlo Cottarelli nella spending review parlando di pensione anticipata ha proposto di equiparare l'età contributiva delle donne a quella degli uomini, ipotizzando un innalzamento da 41 anni a 42 anni di contributi, cosa che però ha fatto insorgere le lavoratrici.

E così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervistato dal Tg2 qualche giorno fa ha cercato, dopo le polemiche innescate da questa possibilità, di tranquillizzare le donne dicendo che al momento non è prevista nessuna modifica all'età pensionabile.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il