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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: cambiamenti concreti e reali davvero possibili

In pensione con sistema di uscita anticipata e graduale ma solo dopo esiti elezioni europee: cosa si potrebbe fare prima e richieste forze politiche e sindacati




Bisognerà aspettare forse il tempo delle elezioni europee per vedere cosa potrebbe effettivamente cambiare nel sistema pensionistico italiano. Se, infatti, al momento sono diverse le ipotesi e le proposte di intervento sulle pensioni di anzianità e vecchiaia, in realtà ancora tutto tace in merito.

Solo ipotesi allo studio di cui si discute ormai da troppo tempo. Tempo che il governo Renzi continua a prendersi per ‘parlare’ piuttosto che per attuare quanto richiesto da forze politiche, sindacati e lavoratori stessi.

La richiesta principale è quella di permettere ai lavoratori di andare in pensione di vecchiaia anticipata rispetto all’attuale soglia dei 66 anni fissata dalla legge Fornero perché alcuni lavoratori, soprattutto precoci e usuranti, non sono in grado di rispettare i requisiti richiesti per maturare le pensioni di vecchiaia e anzianità, considerando la pesantezza delle mansioni svolte nella loro vita lavorativa.

Ma, secondo molti, prima delle elezioni europee potrebbe non cambiar nulla. Eventualmente potrebbe definita una tassazione per le pensioni cosiddette d'oro, ma per quelle che superano i 3000 euro e non i 2000-3000 euro, come inizialmente detto.

Altra misura potrebbe essere quella di maggiori controlli sulle false indennità di accompagnamento e pensioni disabili per evitare truffe e frodi che in questi anni stanno dilagando a dismisura. E interventi concreti come un’uscita graduale e flessibile dal lavoro o interventi sulle pensioni di reversibilità, potrebbero arrivare  solo dopo le elezioni europee.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il