BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: cambiamenti reali e davvero possibili concretamente

Precoci e usuranti ancora in attese di risposte e potrebbero aspettare fino all’esito delle elezioni europee: la situazione attuale e cosa aspettarsi




Lavoratori precoci e usuranti ancora in attesa di risposte e soluzioni e forse bisognerà aspettare ancora per averne. Sembra, infatti, a detta di molti che prima delle elezioni europee sarà difficile che venga messo in atto qualche cambiamento nel sistema pensionistico italiano.

Se, infatti, al momento sono diverse le proposte di intervento sulle pensioni, concretamente nulla è stato ancora fatto per rispondere alle richieste di sindacati e lavoratori stessi. In difficoltà, tra gli altri, i precoci e gli usuranti che auspicano la possibilità di un’uscita anticipata, su base volontaria, rispetto all’attuale soglia dei 66 anni fissata dalla legge Fornero perché non riescono rispettare i requisiti richiesti per maturare le pensioni così come stabilito dalle nuove norme.

E il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si dice aperto alla possibilità di un’uscita flessibile magari rimodulando le proposte del presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, e quella del prestito pensionistico del suo predecessore, Enrico Giovannini, che aveva avanzato la possibilità di andare in pensione due o tre anni prima rispetto alla soglia fissata, con un prestito da parte dell’Inpsa da restituire poi una volta maturati i requisiti richiesti, con decurtazioni  sull’assegno finale.

Per tutto questo bisognerà aspettare, mentre prima delle elezioni europee potrebbe essere definita una tassazione per le pensioni cosiddette d'oro, ma per quelle che superano i 3000 euro e non i 2000-3000 euro; e maggiori controlli sulle false indennità di accompagnamento.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il