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Referendum Veneto indipendenza Italia online Marzo 2014 e voto francese contro Ue. Considerazioni

Referendum di indipendenza in Veneto ma regna la voglia di separazione: i casi di Crimea, Francia, Scozia, Spagna




Dopo il referendum in Veneto vince la voglia di secessione dal governo centrale e Matteo Salvini di Lega Nord annuncia la volontà di voler indire un referendum simile anche in Lombardia. In Veneto, quasi metà degli elettori, ha detto di aver votato oppure di essere intenzionato a farlo e poco meno dell’80% di essi si dice favorevole al quesito referendario: l’indipendenza veneta. Una posizione condivisa da un terzo di coloro che dicono di non essere intenzionati a votare.

E questo risultato è importante e dovrebbe far pensare: la distanza dei veneti dallo Stato nazionale, dunque, è cresciuta e il risultato del referendum ha manifestato oggi l’aperto distacco secco delle regione dal resto di Italia. In Italia il desiderio di autogoverno nasce dall’insoddisfazione verso lo Stato, oggi più forte proprio in quei territori del Nord nei quali sempre c’è stata una forte etica del lavoro e non va sottovalutato questo desiderio di separazione e indipendenza.

L’Europa stessa è frammentata e divisa, del resto. Il desiderio di ‘distacco’, infatti, è tema molto attuale che, al di là del risultato del referendum online al quale avrebbero partecipato due milioni di veneti in maggioranza indipendentisti, varca anche i nostri confini nazionali.

E, discorso a parte per la Crimea, teatro in queste settimane di scontri e conflitti, che si separa dall’Ucraina col desiderio di unirsi alla Russia, altri esempi sono in Scozia, dove è in programma uno stesso referendum di indipendenza scozzese (concordato con Londra), in Spagna, e nelle Fiandre, dove ci saranno le elezioni a maggio. Nel caso delle Fiandre e di Barcellona, si tratta di regioni ricche, che danno più di quello che ricevono dallo Stato centrale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il