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Azioni, Obbligazioni, Btp italiani 2014: richiesta in forte aumento anche da estero

Investitori stranieri puntano sull’Italia, Visco: “Emergono rinnovati segnali di interesse per i mercati italiani, incluso quello dei titoli di Stato”




Continua a calare lo spread, arrivato a quota 145 punti, gli investitori stranieri continuano a puntare su titoli di Stato, azioni e obbligazioni italiani e anche il più grande fondo di investimento straniero punta sull’Italia.

Il fondo americano BlackRock, il maggiore gestore del risparmio al mondo, infatti, tra fine febbraio e marzo ha comprato azioni di un pò tutte le banche italiane: secondo i dati raccolti da Morningstar, ha aumentato la quota in vari istituti, tra cui Banca Mps, Mediobanca e Intesa Sanpaolo.

In quest’ultimo caso, il fondo Usa ha acquistato azioni di Intesa Sanpaolo, tanto da diventare il secondo azionista dopo la Compagnia San Paolo, e tra fine febbraio e metà marzo, il fondo Usa ha aumentato acquisti di Mediobanca e Montepaschi, muovendosi anche su Unicredit.

La presenza in Italia del fondo Usa è strutturale e poco tempo fa il managing director, Mike Trudel, aveva detto: “Piazza Affari ci piace per tanti motivi. Innanzitutto perché offre valutazioni convenienti. Inoltre perché l'Italia potrà beneficiare della ripresa economica negli Stati Uniti e in Cina, aumentando le esportazioni. In Italia, per di più, ci sono alcune storie aziendali interessanti”.

Considerando tutti questi fattori, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha detto “Emergono rinnovati segnali di interesse per i mercati italiani, incluso quello dei titoli di Stato” e sottolinea come “le nostre stime indicano che il miglioramento dello spread riflette soprattutto l'abbattimento del rischio di disgregazione dell'area euro.

Non siamo in una situazione di generalizzata riduzione dei prezzi, di deflazione, ma la realizzazione di riforme strutturali per un recupero di competitività è un passaggio essenziale per il rilancio del Paese. Il processo di coordinamento Ue potrebbe contribuire a definirne meglio i dettagli, ma la responsabilità ultima delle riforme resta nazionale”.

Secondo Visco, infine, “L'uscita dalla crisi nell'area dell'euro non potrà derivare da azioni isolate di singole autorità di politica economica che non potrà da sola garantire la stabilità finanziaria dell'area se non saranno risolti, a livello nazionale così come a livello europeo, i problemi all'origine della crisi dei debiti sovrani”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il