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Permesso unico di soggiorno stranieri 2014: per chi,quando,come fare domanda ufficiale.Come funziona

Entra ufficialmente in vigore il permesso unico di soggiorno per gli stranieri: cos’è e come funziona. Nuove procedure per la richiesta e il rilascio dei documenti




E’ ufficialmente in vigore da questo 2014 il permesso unico di soggiorno per gli stranieri, dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto legislativo, che istituisce un unico documento per chi, nato in uno Stato extra Ue, risiede e lavora nel nostro Paese.

Nel Consiglio dei ministri di fine febbraio, il governo Renzi si era impegnato a recepire le indicazioni comunitarie in relazione alle autorizzazioni da rilasciare per gli stranieri residenti e lavoratori in territorio italiano.

In sede europea, infatti, è stata sostenuta la necessità di approvazione, da parte degli Stati membri, di un protocollo in grado di unificare le procedure per la richiesta e il rilascio dei documenti che attestino il regolare svolgimento di una professione in territorio italiano, così come la mera permanenza legittima entro i confini dell’autorità statale.

Il decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale sabato 22 marzo 2014, recepisce in maniera definitiva la direttiva 2011/98/UE per il rilascio di un permesso unico che consenta ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro, oltre a ‘un insieme comune di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro’.

Nello specifico, il decreto apporta modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, cioè il Testo Unico dell’Immigrazione, in particolare all’articolo 22, quello, cioè concernente i rapporti di lavoro tra aziende italiane e lavoratori e prestatori d’opera nati all’estero, specialmente al di fuori dei confini dell’Unione europea.

Anche l’Italia, dunque, come gli altri paesi europei, sarà obbligata a esaminare le domande di autorizzazione di cittadini stranieri a soggiornare e lavorare sul territorio, potendo contare su un solo iter burocratico per la messa in regola del proprio stato di lavoratore proveniente dall’area fuori Ue.

Il principio alla base della direttiva che ha ispirato la decisione del Consiglio dei ministri è la presa d’atto che i lavoratori immigrati costituiscano una risorsa ‘con il loro lavoro e i loro versamenti d’imposta’ per l’economia di tutta la zona euro.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il