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Btp, Bot, titoli di Stato italiani: aumento tasse 26% Renzi in alcune situazioni anche per loro

Potrebbe salire l’aliquota anche sulla tassazione dei Bot: cosa cambierebbe precisamente, quando e come. Le novità




Il governo Renzi ha annunciato l’aumento dell’aliquota dal 20% al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie. Questo aumento colpirà ogni prodotto finanziario, dai conti deposito, ad azioni, obbligazioni, fondi, ma ne saranno esclusi, come assicurato dal governo stesso, Bot e Btp, che continueranno ad essere sottoposti all’aliquota agevolata del 12,5%.

Ma invece ora si pensa che l’aliquota possa salire anche per i bond sovrani al 20% effettivo o, addirittura, al 26%, per tutte le altre rendite. La stangata potrebbe arrivare anche per i titoli di stato, dunque, cioè per le plusvalenze realizzate vendendo il titolo prima della scadenza a un prezzo superiore a quello di acquisto.

Più precisamente, se la notizia era quella che i titoli di Stato avrebbero mantenuto l’aliquota 12,5% nel trattamento fiscale delle rendite finanziarie, ora qualcosa potrebbe cambiare: potrebbe rimanere al 12,5% per cedole e rimborsi, ma aumentare per il trading, cioè per le plusvalenze da acquisto e vendita durante la vita del bond, con realizzo di capital gain.

In questo caso si passerebbe al 20 o addirittura al 26%. Ma ancora si tratta solo di voci e nessuna conferma. Per esempio, quando si compra un titolo, il suo rendimento è dato sia dalla cedola periodica staccata (x%), sia dalla differenza di prezzo tra il rimborso e l’acquisto.

Se si acquista un bond con cedola annua del 3% a 90 e dopo 10 anni sarà rimborsato al 100% del suo valore nominale, e il rendimento annuo sarà pari a 3% + (100 – 90 /10)% = 4%. Per i titoli senza cedola, come i Bot, l’unico rendimento è dato dalla differenza tra il prezzo di rimborso e quello di acquisto del titolo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il