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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: pensioni statali uscita prima. Lavoratori privati cosa cambia

Se passa piano prepensionamento per dipendenti pubblici come proposto dal ministro Madia, possibili modifiche anche per privati. Cosa potrebbe cambiare e problemi




Incentivare prepensionamenti nella pubblica amministrazione per favorire i giovani: questo il piano del ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia, secondo cui la 'ricetta' per sostenere l’occupazione potrebbe essere quella di “una sana mobilità obbligatoria”.

Infatti, sottolinea Madia, “ci sono generazioni che non hanno avuto un canale sano di accesso nella P.A., vincitori di concorsi non assunti e precari vittime di uno Stato che non ha concesso canali sani e trasparenti di accesso, come dice la nostra Costituzione”. I prepensionamenti dovrebbero riguardare gli esuberi di cui si è parlato nel giorni, ma riguardo al quale il ministro si è limitato a dire che 85 mila è “un numero e una terminologia assolutamente sbagliati e distorti anche rispetto al piano Cottarelli.

L'idea sarà quella di provare ad avere uscite, anche con prepensionamenti, per i giovani ad entrare nella P.A.”. E ha concluso: “Penso ad una sana mobilità obbligatoria, laddove il rispetto è quello del diritto del lavoratore, laddove non ci siano degli ostacoli burocratici”.

Se dovesse passare il piano sui prepensionamenti, cambierebbero anche le cose per i privati, in quanto una modifica univoca solo per statali sarebbe facilmente impugnabile dai lavoratori privati davanti al giudici per disparità di diritto.

Le possibilità di uscita anticipata potrebbero essere principalmente tre, in discussione già da tempo, e vale a dire il piano di uscita flessibile avanzato dal presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano; il prestito pensionistico dell’ex ministro Giovannini, o la possibilità per alcune categorie di lavoratori di uscire con i requisiti previgenti l’entrata in vigore della legge Fornero, con penalizzazioni.

Ma il problema per permettere uscite anticipate dal lavoro resta sempre quello del reperimento delle risorse, di cui al momento il governo non dispone. E, se non ci sono i fondi per esempio, per i quota 96, che rappresentano un’urgenza, sembra al momento anche difficile sistemare una situazione per migliaia di persone ben oltre i 4000 dei quota 96.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il