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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: modifiche dipendenti privati con prepensionamenti statali

Precoci e usuranti in pensione prima con sistema prepensionamento ministro Madia. Anche in questo caso potrebbero essere previste penalizzaizoni




Se finora, insieme agli esodati e i quota 96, non se ne è parlato, merito un capitolo a parte, sulla questione pensioni, i lavoratori precoci e usuranti, categorie di lavoratori fortemente messi in difficoltà dall’avvento delle nuove norme pensionistiche contenute nella legge Fornero.

La speranza è che qualcosa si muove per le pensioni dei lavoratori usuranti e per quelle di chi ha iniziato la carriera in età precoce. E forse qualcosa potrebbe effettivamente cambiare con il piano di prepensionamento avanzato dal ministro Madia.

Oggi, chi svolge mestieri particolarmente faticosi identificati nel dettaglio dalla legge (per esempio nelle cave, nelle miniere, in luoghi esposti ad alte temperature o con i turni di notte) può lasciare il lavoro prima degli altri lavoratori, ma i sindacati chiedono requisiti meno stringenti e la reintroduzione del regime esistente prima della legge Fornero che prevedeva un ulteriore sconto di 3 anni sull'età anagrafica minima per mettersi a riposo.

Per i lavoratori precoci, cioè quegli italiani che hanno iniziato la carriera molto presto, prima del compimento della maggiore età, la legge Fornero, pur innalzando a 66 anni il requisito anagrafico per ottenere la pensione, permette a tutti i lavoratori di mettersi al riposo in anticipo, a prescindere dall'età e soltanto sulla base dei contributi versati.

Per gli uomini, sono necessari 42 anni e 5 mesi di carriera (42 anni e mezzo dal 2014) mentre per le donne occorrono 41 anni e 5 mesi (41 anni e mezzo dal 2014). Ma l'accesso alla pensione anticipata prevede penalizzazioni per chi non ha ancora compiuto i 62 anni. In particolare, chi si congeda dal lavoro tra i 60 e i 62 anni subisce un taglio della rendita tra l'1 e il 2%.

Per chi è ancor meno anziano, invece, la pensione si riduce di 2 punti per ogni anno che precede il raggiungimento della soglia dei 60. Anche in questo caso sono, dunque, richieste modifiche. Le speranze sono riposte da tempo nelle proposte di uscita flessibile di Cesare Damiano e del prestito pensionistico di Enrico Giovannini, che permetterebbero uscite dal lavoro in anticipo con penalizzazioni contenute anche per precoci e usuranti.

Queste ipotesi sono ora sostenute dalle nuove dichiarazioni del ministro per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia che ha parlato di prepensionamento e flessibilità per i pubblici dipendenti, che dovrà estendersi anche ai privati, per rimettere in moto il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione fermo ormai da decenni.

Una estensione del prepensionamento anche ai privati permetterebbe a categorie come i lavoratori precoci e usuranti finalmente di accedere alla pensione anche se con possibili penalizzazioni sull’assegno finale.

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Autore: Roberto Cantelli
pubblicato il