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Pensioni usuranti e precoci: uscita prima già frenata da Tesoro come prepensionamenti statali

Nuove speranze di uscita anticipata per lavoratori precoci e usuranti con piano prepensionamenti Madia, ma secondo ministero Tesoso troppo costoso




Nuove speranze per lavoratori precoci e usuranti con il piano di prepensionamento avanzato dal ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia. Finora, infatti, non era stata pensata alcuna modifica all’attuale sistema pensionistico per questa categorie di lavoratori impossibilitati a rimanere a lavoro fino all’attuale soglia dei 66 anni.

I sindacati chiedono da tempo requisiti meno stringenti e la reintroduzione del regime esistente prima della legge Fornero che prevedeva un ulteriore sconto di 3 anni sull'età anagrafica minima per mettersi a riposo. Si pensava che le  proposte di uscita flessibile di Cesare Damiano e del prestito pensionistico di Enrico Giovannini avrebbero potuto essere prese in considerazione, nonostante le penalizzazioni previste, per consentire a questi lavoratori di lasciare prima il lavoro.

Ma in merito ancora tutto tace e l’entusiasmo per il piano del ministro Madia è stato in realtà stroncato dalle dichiarazioni provenienti dal ministero del Tesoro che ha definito tale operazione troppo costosa. In realtà, da sempre, il problema per eventuali interventi sulle pensioni è quello delle coperture economiche necessarie.

Il piano c’è, i prepensionamenti ci sono, l’obiettivo del ricambio generazionale è ambizioso, ma i costi troppo esosi. E così c'è chi teme che l'annuncio del ministro della Funzione Pubblica sulla mobilità obbligatoria e prepensionamenti con lo scopo di aprire a nuove assunzioni possa restare solo un’intenzione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il