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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: la situazione della settimana aggiornata

Prepensionamento statali per esuberi e accesso giovani nel mondo del lavoro, nessun innalzamento dell’età contributiva pensionabile per le donne, ma ancora aperta la partita esodati: ipotesi e proposte modifiche pensioni




Il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, qualche giorno fa ha annunciato un piano di prepensionamento per ben 85mila dipendenti pubblici, per sostenere l’uscita anticipata di alcuni lavoratori, da una parte, e l’ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani dall’altra.

E questa notizia ha suscitato non poco entusiasmo da parte soprattutto di coloro che da tempo chiedono interventi sulle pensioni. Finora, però, nonostante annunci e promesse, non si è mosso ancora nulla. E ora le parole del ministro Madia fanno ben sperare, nonostante il Ministero del Tesoro abbia già frenato. Si tratterebbe, secondo le stime, di un piano troppo esoso.

Ma il governo continua a lavorare, tanto che, per evitare contenziosi e discriminazioni, il piano di prepensionamento degli statali avanzato dal ministro Madia, si dice, potrebbe toccare anche i dipendenti privati.

I prepensionamenti dovrebbero riguardare 85 mila dipendenti pubblici. Ma non solo: considerando infatti che puntando solo sugli statali, si potrebbero avviare contenziosi da parte di privati non disposti a rimanere a lungo a lavoro, si pensa di estendere il sistema di prepensionamento a tutti, ricorrendo, probabilmente, alle ipotesi, ormai ben conosciute da tutti, dell’uscita flessibile proposta da Cesare Damiano e del prestito pensionistico dell’ex ministro Giovannini.

Nonostante i freni del Tesoro, l’operazione di prepensionamento dei dipendenti pubblici sarebbe già iniziata ma ancora non si sa in che modo potranno beneficiare della misura i Comuni italiani ed in particolare Roma capitale, dove sarebbe prevista l’uscita di 4mila propri dipendenti per far fronte alle difficoltà di bilancio.

La norma che permette di applicare ai lavoratori pubblici le regole pensionistiche più favorevoli antecedenti le norme Fornero è contenuta nel decreto 95 del 2012, il provvedimento di revisione della spesa del governo Monti, che prevede questa possibilità (purché il relativo trattamento decorra entro l’anno 2014) per gestire i dipendenti in soprannumero, altrimenti avviati alla mobilità ed in ultima analisi anche al licenziamento.

Tirano, dunque, un sospiro di sollievo i dipendenti pubblici, mentre si aspettano ancora risposte concrete per gli esodati. Chiusa, invece, la partita sull’ipotesi di innalzamento dell’età contributiva pensionabile per le donne, per cui resta l'opzione contributivo per accedere alla pensione anticipata: secondo questo meccanismo, le donne che entro il 2014 matureranno 35 anni di contributi ed avranno un età anagrafica pari a 57 anni se dipendenti o 58 anni se autonome, potranno uscire dal mercato del lavoro rimanendo incolumi dai cambiamenti avvenuti con la legge Fornero, usufruendo appunto dell'opzione contributivo.

Sulle eventuali modifiche alle pensioni, il ministro Poletti ha annunciato un drastico intervento sulle pensioni di invalidità: “È previsto un intervento contro gli abusi, per esempio le false pensioni di invalidità: interverremo drasticamente per tagliarle”, tagli del resto pianificati anche dal commissario della spending review Cottarelli, che vorrebbe ricavare circa 300 milioni di euro tagliando pensioni di invalidità e di guerra, con le stesse pensioni di reversibilità a subire bruschi decrementi.

Non sono invece previsti interventi sulle pensioni al di sotto dei 2.500 euro lordi, mentre si potrebbe intervenire su modifiche per l’età pensionabile delle donne, con l'età contributiva per aver diritto alla pensione di anzianità che dovrebbe salire da 41 a 42 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il