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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: la situazione aggiornata della settimana

“Un sistema sano non manda a casa gli anziani per far entrare i giovani. E' necessaria un'alternanza costante”: così il ministro Giannini sul piano prepensionamenti della Madia




Sono categorie di lavoratori che chiedono da sempre modifiche alle norme pensionistiche dopo l’entrata in vigore della legge Fornero, lavoratori penalizzati dalle attuali regole previdenziali per la mansione che svolgono o l’età in cui hanno iniziato a lavorare, lavoratori che, probabilmente, senza la legge Fornero, sarebbero già in pensione.

Ma ora sono bloccati, nel limbo di un’incertezza e una condizione di disagio che aspetta ancora risposte e soluzioni. Si tratta dei lavoratori precoci e usuranti, per cui spesso è stata avanzata la possibilità di permettere un’uscita anticipata e flessibile dal lavoro, prima con il sistema proposto  da Cesare Damiano, poi con il prestito pensionistico dell’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Ma tutto ancora tace.

O meglio, taceva, fino a quando qualche giorno fa è tornata a parlare il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, annunciando un piano di prepensionamento per 85mila dipdenti pubblici, per favorire una loro uscita anticipata dal lavoro e, al contempo, nuove possibilità di accesso nel mondo del lavoro per i più giovani.

Il piano ha entusiasmato e piace a molti ma, secondo il Tesoro, è troppo ambizioso e costoso e il governo non dispone delle risorse necessarie per far sì che tale misuri soddisfi davvero.

E se il presidente della Commissione Cesare Damiano torna a ribadire la necessità di intervenire per modificare e sistemare il mondo delle pensioni, il ministro Madia continua per la sua strada e il ministro dell’Istruzione Giannini ritiene che il piano Madia manchi effettivamente di qualcosa perché “Un sistema sano non manda a casa gli anziani per far entrare i giovani. E' necessaria un'alternanza costante”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il