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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: la situazione aggiornata della settimana

Tramontata l’idea l’ipotesi di un aumento dell’età pensionabile per la donne: cosa potrebbe cambiare ora e ancora opzione contributivo




Tramontata, per ora, l’ipotesi di un aumento dell’età pensionabile per la donne, ex anzianità, ci si chiede se effettivamente la decisione è definitiva o se i requisiti saliranno nei prossimi mesi. Attualmente i requisiti per le pensioni donne Inps, partendo dall'ex anzianità, prevedono 41 anni e 6 mesi per uscire dal lavoro nel 2014, contro i 42 e 6 mesi degli uomini e proprio per questo potrebbero scattare gli aumenti del governo per l'equiparazione tra popolazione maschile e femminile, come del resto richiesto dall’Unione europea già mesi fa.

I requisiti per le pensioni di vecchiaia Inps, per le donne, sono invece di 66 anni e 3 mesi per le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego, di 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici del privato e, infine, di 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome.

L'aumento che porterebbe i requisiti delle donne al pari di quelli degli uomini avrebbe comportato risparmi  buoni per lo Stato, nonchè il rispetto di quanto domandato dall'UE.

Ma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha dichiarato che tale opzione non è contemplata. Intanto, per le donne resta la possibilità di andare in pensione prima con l'opzione contributivo per avere la pensione a 57 o 58 anni di età calcolate con il metodo contributivo, decisamente meno conveniente del retributivo, che a seconda dei casi comporta assegni dal 15 al 25% inferiori, infatti,  in media, rispetto a quelli calcolati con il retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il