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Pensioni Governo Renzi anzianità e vecchiaia: uscita prima con ricalcolo su sistema contributivo

Governo e Inps pronti al ricalcolo delle pensioni di vecchiaia e anzianità per tutti con sistema contributivo: squilibri da colmare e valore assegni




Timori in vista per sedici milioni di pensionati italiani: il governo starebbe pensando ad un ricalcolo degli assegni, con tagli fino al 34%. Il direttore generale dell'Inps Mauro Nori ha spiegati: “Far passare al contributivo i vecchi assegni è possibile” ma con il risultato, che molti temono, che chi prende 1.800 euro si potrebbe arrivare a incassare un assegno mensile di 1.300 euro.

Governo e Inps sono a lavoro per rimettere in equilibrio gli squilibri tra sistema retributivo, quello in vigore prima dell’arrivo delle nuove norme pensionistiche definite dall’ex ministro Fornero, e sistema contributivo, esteso per tutti dalla stesse legge Fornero.

Se l’Inps procedesse con questa operazione di ricalcolo dovrebbe ricostruire la carriera previdenziale di milioni di italiani ma il confronto tra quanto versato e quanto incassato da chi è andato in pensione di anzianità tra 2008 e 2012 non sarebbe certo conveniente, perchè i contributi versati coprono solo in parte la pensione erogata dall'Inps, con punte di squilibrio fino al 34%. Inoltre, più alto è l’assegno, più il differenziale cresce.

Per esempio, chi percepisce fino a 499 euro, ha versato in realtà 381 euro, cioè riceve 44 euro in più nell'assegno; chi riceve 749 euro ha versato contributi per 564 euro ottenendone in cambio 660 euro; mentre chi riceve una pensione di 1.249 euro, avrebbe versato 900 euro ricevendone dunque 238 circa in più. E lo squilibrio sale con l’aumentare dell'assegno. Ecco lo squilibrio che il governo e l’Inps vogliono colmare estendendo il calcolo della pensione con il sistema contributivo a tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il