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Riforma Senato 2014 Renzi: misure, novità. Cosa prevede disegno di legge. Cosa cambia e tagli reali

Via libera alla nuova riforma del Senato: si chiamerà Senato delle autonomie, sarà composto da 148 persone, e perderà molti poteri. Misure annunciate dal premier Renzi




Via libera alla nuova riforma del Senato: il ddl sulla riforma del Senato approvato dal Consiglio dei Ministri di ieri rappresenta “una svolta per la politica” ha detto il premier Matteo Renzi, dopo che il CdM ha dato il via libera all'unanimità al disegno di legge che prevede la modifica di Senato e Titolo V.

Renzi ha anche auspicato: “E' fondamentale che si arrivi al 25 maggio avendo approvato il ddl in prima lettura. I nomi e i cognomi di chi vuole bloccare le riforme saranno minoranza sia all'interno del Senato che nel Paese. C'è un'ansia di cambiamento che non possiamo bloccare”.

Ecco come sarà il nuovo Senato: si chiamerà Senato delle autonomie e sarà composto da 148 persone; 21 nominati dal Quirinale e 127 rappresentanti dei Consigli Regionali e dei Sindaci, che non avranno alcuna indennità. Renzi ha escluso la proposta di arrivare a 630 parlamentari, divisi in 420 deputati e 210 senatori (fermo restando il superamento del bicameralismo perfetto), in quanto uno degli obiettivi prioritari è ridurre i costi della macchina dello Stato.

Gli ex presidenti della Repubblica e gli attuali senatori a vita andranno comunque a far parte del nuovo Senato delle autonomie. Il ddl prevede una composizione paritaria di tutte le Regioni e tra Regioni e Sindaci. Il nuovo Senato delle autonomie, rispetto a quello attuale, perderà molti poteri, e cioè voto di fiducia; voto sul bilancio; elezione diretta dei senatori; indennità per i senatori, e sarebbe abolito il cosiddetto bicameralismo perfetto per gran parte del processo legislativo e di controllo.

Il ddl di riforma del Senato prevede anche “una riduzione e una cura dimagrante anche per gli uffici” come annunciato Renzi, il che significa che con la fine del bicameralismo i compiti e gli oneri degli uffici saranno ridotti.

Renzi ha poi detto, sugli under 40, “Vorrei ci fossero più garanzie per chi non ne ha e parlo da under 40: la nostra è una generazione che è stata tagliata fuori dalle garanzie, sono state date garanzie soltanto ad alcuni”; e sulla maternità “Noi siamo il Paese che ha minore tasso di natalità, le ragazze non fanno più figli. Ci sarà un fatto culturale, ma secondo me c'è anche il fatto che l'Italia non garantisce, non tutela la maternità.

Riuscire a intervenire non soltanto per chi è lavoratrice dipendente, ma anche per una ragazza precaria e darle il diritto alla maternità come a tutti gli altri è un obiettivo che abbiamo messo nel disegno di legge delega. Dare garanzia a tutti, anche a quelli che in questi anni sono stati dimenticati dal legislatore nazionale”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il