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Esodati: legge bloccata di Aprile per fondi ma già approvati 10mila prepensionamenti statali

Partito il piano prepensionamento per 10mila dipendenti ma mancano le risorse necessarie. Problemi e situazione attuale




E' partita l’operazione di prepensionamento dei dipendenti pubblici in esubero ma è ancora caos su come potranno beneficiarne i Comuni italiani, soprattutto Roma capitale, che vorrebbe accompagnare all’uscita fino a 4 mila propri dipendenti per far fronte alle difficoltà di bilancio.

La norma che permette di applicare ai lavoratori pubblici le regole pensionistiche antecedenti la legge Fornero è contenuta nel decreto 95 del 2012, il provvedimento di revisione della spesa del governo Monti. Il testo prevede questa possibilità per i dipendenti in soprannumero, altrimenti avviati alla mobilità p addirittura al licenziamento.

E nella relazione tecnica che accompagna il decreto sono stati anche calcolati i possibili interessati. L’ipotesi riguarda 11.000 persone in esubero nelle amministrazioni centrali (di cui 5.600 nei soli ministeri) e 13.000 negli enti locali.

Non tutti però avrebbero i requisiti per andare in pensione con le vecchie regole: secondo le valutazioni della Ragioneria si troverebbero in questa situazione, avendoli già conseguiti entro fine 2011, 6.000 lavoratori di ministeri ed enti pubblici e 2.000 delle amministrazioni locali, e sarebbero complessivamente 8.000.

Per queste persone l’onere sui conti pubblici riguarderebbe solo le liquidazioni visto che le pensioni in più sarebbero compensate dagli stipendi in meno, nell’ipotesi di non assumere nessuno in sostituzione. Ci sarebbero poi i dipendenti che maturando i requisiti, sempre secondo le vecchie regole, dal 2012 in poi non avrebbero particolari costi perché l’erogazione della liquidazione sarebbe ritardata. In totale dunque il numero dei posti disponibili può essere pari ad oltre 10 mila.

Con le regole in vigore fino a fine 2011 sarebbe possibile lasciare il lavoro con il sistema delle quote, ad esempio 35 anni di contributi e 62 anni e 3 mesi di età. Il problema da risolvere è comunque quello delle risorse che al momento mancano, e per questo al momento la legge è bloccata nonostante la situazione i numeri siano chiari.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il