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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: annunci, dichiarazioni Ministri e politici. Il punto

Nessuna risposta ancora per precoci e usuranti e sembra svanire anche l’entusiasmo per il piano prepensionamenti proposto dal ministro Madia. Situazioni e motivi




Loro rappresentano le categorie di lavoratori a cui il governo, attuale come quelli passati, avrebbe dovuto fornire risposte concrete in breve tempo sulla condizione pensionistica. Si tratta dei lavoratori precoci e usuranti, coloro che in seguito all’avvento delle nuove norme Fornero si sono visti bloccare nel loro cammino verso la pensione e stanno chiedendo ormai da mesi modifiche per ripristinare l’uscita con i vecchi requisiti.

I nuovi, infatti, insieme alla soglia fissata per l’uscita di 66 anni sono troppo rigidi per questi lavoratori a lavoro sin da piccoli o che svolgono mansioni troppo pesanti per arrivare a raggiungere l’età oggi stabilita.

Nonostante le varie richieste di interventi, nulla è stato fatto, e le ipotesti di uscita anticipata dal lavoro arrivate con le proposte del prestito pensionistico dell’ex ministro Giovannini e dell’uscita flessibile di Cesare Damiano, rimangono al momento solo parole, così come parole al momento sono quelle del piano prepensionamento per 85mila statali annunciati dall’attuale ministro Marianna Madia.

Questo piano infatti, che ha suscitato grande entusiasmo sia fra i lavoratori pubblici, che potrebbero così lasciare prima, sia tra i più giovani, che avrebbero così la possibilità di poter entrare nel mondo occupazionale, ha suscitato anche diverse critiche e polemiche.

Al di la infatti dei problemi di copertura che prevede, già annunciati dal ministero del Tesoro, si è levata la voce di tre ex ministri che non appoggiano per nulla questo sistema. La prima a criticarlo è proprio l’ex ministro Fornero che ha detto: “Alla Madia suggerisco di essere abbastanza attenta, i dipendenti privati farebbero bene ad arrabbiarsi perché non possono essere sempre solo loro a pagare”; secondo l’ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, manca una misura di penalizzazione all'uscita anticipata proposta da Madia; mentre secondo Cesare Damiano, attuale presidente della Commissione Lavoro alla Camera, manca il “Serve che il governo si coordini al suo interno, fra i ministri Madia, Giannini e Poletti, che hanno tutti competenze sull'argomento e mi pare anche che abbiano posizioni divergenti”. Anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, non appoggia il piano della collega Madia. Troppi i problemi che causerebbe.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il