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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: annunci e dichiarazioni politici e Ministri. Il punto

Prepensionamenti Madia e polemiche: quale possibilità per uomini e donne di andare in pensione anticipata? Ultime notizie




Incentivare i prepensionamenti nella pubblica amministrazione per favorire il ricambio generazionale e rispunta anche l’ipotesi della mobilità. Questi interventi previsti anche dal piano del commissario per la spending review Cottarelli, sono stati confermati dal ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia che ha parlato anche di “una sana mobilità obbligatoria, laddove il rispetto è quello del diritto del lavoratore e laddove non ci siano ostacoli burocratici.

L'ipotesi che si sta valutando è di provare ad avere uscite, anche con prepensionamenti” in modo da creare possibilità di assunzioni per i giovani. Ma il Ministero dell’Economia ha frenato gli entusiasmi scatenati da questa possibilità avanzata dal ministro Madia, un piano ambizioso che comporterebbe costi troppo esosi.

La novità arriva dopo la discussione dell'equiparazione prevista dall'Ue per i requisiti Inps di donne e uomini per la pensione anticipata. L'idea era quella di innalzare di un anno l'età per le donne per parificare i requisiti pensionistici tra uomini e donne.

Ma è arrivata la smentita e per le pensioni anticipate delle donne i requisiti Inps per il 2014 restano i seguenti: 41 anni e 6 mesi per la popolazione femminile, mentre per la popolazione maschile i requisiti sono di 42 anni e 6 mesi.

Si può inoltre ancora optare per l'opzione contributivo per le donne, che permette di uscire dal lavoro molto presto, a 57 o 58 anni, con il contributivo. Ma il piano Madia ha scatenato reazioni non proprio positive, soprattutto da parte di ex ministri, come Elsa Fornero.

D’altro canto c’è però chi ritiene che bisogna necessariamente intervenire per modificare l’attuale legge pensionistica, come Renata Polverini di Forza Italia che chiede di abolire la legge attualmente in vigore al più presto. Anche secondo la Fipac Confesercenti, i provvedimenti adottati in materia di tagli dei trattamenti pensionistici fino a oggi sono serviti sicuramente a mettere a posto i conti dello Stato ma hanno impoverito ulteriormente gli over 60.

Gli effetti della legge Fornero per il 2012-2013 hanno portato a tagli che man mano sono diventati strutturali per circa 5,2 milioni di pensionati, in questo biennio si è determinata una perdita complessiva di 8,2 miliardi, a conti fatti circa 1.600 euro pro-capite.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il