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Riforma lavoro, abolizione senato e province: novità e misure proposte Governo Renzi

Piano lavoro, ddl Province e abolizione Senato: i programmi del governo Renzi. Tempi rispettati e novità. Serviranno per rilanciare l’Italia?




Il premier Matteo Renzi, sin dall’inizio del suo incarico, ha annunciato diversi interventi volti a favore la ricrescita dell’Italia, pronti a farla ripartire. E si riparte dal lavoro. Qualche settimana fa Renzi ha, infatti, presentato il nuovo piano lavoro che prevede riforma degli ammortizzatori e del mondo dei contratti, un nuovo sussidio di disoccupazione, che si chiamerà Naspi, e l’assegno minimo.

La Naspi è la nuova forma di sostegno di reddito di disoccupazione che riguarderà tutti i lavoratori, anche la folta platea di lavoratori precari, come quelli assunti con una collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, a cui si aggiungono le cosiddette false partite iva, che oggi sono esclusi da Aspi e mini Aspi.

L’unica condizione per ricevere la Naspi è avere almeno 3 mesi di contribuzione versata e durerà al massimo due anni per i lavoratori dipendenti, e avrà un valore per tutti al massimo di 1.100-1.200 euro mensili all'inizio del periodo di copertura per arrivare verso i 700 euro alla fine.

Ma, con il livello di disoccupazione attuale, è possibile che neppure due anni bastino a trovare lavoro. L'idea è quindi quella di aggiungere un assegno di disoccupazione a tutela di chi esaurisce la Naspi: un sussidio che dovrebbe essere garantito solo a chi si trova in condizioni di effettivo bisogno sulla base dell'Isee.

Tra i provvedimenti varati, dal primo maggio la ‘Garanzia per i Giovani’, chiesta dalla Ue che ha invitato tutti gli Stati membri ad assicurare ai giovani con meno di 25 anni un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato, tirocinio o altra misura di formazione, entro 4 mesi dall'uscita dal sistema di istruzione formale o dall'inizio della disoccupazione. Il governo Renzi, però, allarga la platea ai giovani fino a 29 anni destinando risorse complessive per 1,5 miliardi alle agenzie regionali.

Nel pacchetto di misure varato dal governo anche un fondo per le imprese sociali da 500 milioni e 600 milioni da destinare al credito d'imposta per i ricercatori con l'obiettivo di creare 100mila posti di lavoro nell'ambito della ricerca entro il 2018.

Tra le misure contenute nel decreto legge, una misura molto importante per cui il contratto a tempo varrà per 3 anni e sarà applicabile senza causale, e la semplificazione delle norme sull'apprendistato. Insieme al piano lavoro, si discute anche del Ddl Province, che solo qualche giorno fa ha ottenuto il via libera al Senato con 160 sì e 133 no. Il provvedimento sarà ora in discussione alla Camera, poi entro la fine del 2014 è prevista l’approvazione della riforma costituzionale per eliminare definitivamente le Province.

Il nuovo Ddl Province prevede l’istituzione di dieci Città Metropolitane, il trasferimento di alcune funzioni delle Province a Comuni e Regioni e trasformazioni degli organi provinciali in enti istituzionali di secondo grado. Le dieci Città Metropolitane sono state individuate in Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli e Reggio Calabria, quest’ultima solamente dal 2016 quando terminerà il Commissariamento.

Queste entreranno in vigore dal primo gennaio 2015. E’ bene precisare che il Ddl Province firmato da Delrio non abolisce le province, ma pone alcune basi transitorie e accessorie per la loro effettiva cancellazione. Per l’abolizione completa e totale è necessaria una riforma costituzionale che saranno approvate entro la fine di quest’anno.

Il nuovo Ddl prevede, dunque, definisce una riorganizzazione degli entri provinciali: le province saranno così trasformate in assemblee formate dai sindaci del capoluogo di provincia e dai consiglieri comunali in un numero che oscillerà tra 10 e 16 e che sarà determinato a seconda del numero di abitanti; e ambiano, seppur parzialmente, anche le loro funzioni. Avranno la semplice pianificazione su trasporti, ambiente e mobilità, mentre all’edilizia scolastica affiancheranno anche le pari opportunità.

E' arrivato , intanto, il via libera del Consiglio dei ministri al ddl costituzionale che riforma il Senato, il Titolo V della Costituzione e abolisce il Cnel. La riforma del Senato prevede che esso non sarà più elettivo e che sarà modificato sulla base di quattro paletti precisi: no al voto di fiducia, no al voto sul bilancio, no all'elezione diretta dei senatori, no all'indennità per i senatori. Insieme all'abolizione delle Province il risparmio stimato è di 1 miliardo di euro all'anno.

Entro fine aprile, poi, sarà la volta di pubblica amministrazione, fisco e innovazione tecnologica. Abolizione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel). Approvazione del Def (Documento di economia e finanza) tra martedì e mercoledì della prossima settimana. E nella settimana di Pasqua via libera agli 80 euro in più in busta paga per i dipendenti pubblici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il