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Bce e tassi di interesse oggi giovedì 3 Aprile 2014: le decisione prese da Draghi e dal board

Nuovo possibile taglio tassi da parte della Bce? O nessun taglio? Previsioni analisti mentre cresce l’attesa per il discorso del presidente Draghi




Mentre si attendono le decisioni della Banca centrale europea i titoli di stato governativi della zona euro sono in leggera flessione stamane negli scambi europei. E cresce l'attesa per la riunione di oggi del comitato direttivo della Banca centrale europea (Bce), che annuncerà la sua decisione di politica monetaria. Seguirà, come di consueto, la conferenza stampa del presidente Mario Draghi.

Gli analisti si chiedono se il numero uno dell'Eurotower annuncerà nuovi tagli, dopo l'ennesimo calo dell'inflazione. A marzo, infatti, secondo la stima preliminare diffusa lunedì dall'Eurostat, l'inflazione risulta dello 0,5% annuo rispetto allo 0,7% del mese precedente.

La possibilità di una mossa da parte della Bce trova appoggio anche nelle dichiarazioni di Christine Lagarde, numero uno del Fmi, secondo cui nella zona euro sta emergendo il rischio di una bassa inflazione che potrebbe pesare sulla crescita e sull'occupazione. Lagarde ha dunque ribadito la necessità di uno stimolo monetario.

Secondo Longo, market strategist IG, “La misura più probabile rimane quella di un taglio dei tassi di interesse di 15 punti base del refi rate (ora allo 0,25%) e di 25 punti base del tasso sui depositi (ora allo 0%). In questa circostanza la reazione delle Borse potrebbe essere comunque negativa, visto che la riteniamo del tutto insufficiente a risollevare l'economia reale e riportare la crescita dei prezzi al consumo intorno al 2%”.

Ma l'opzione più accreditata dagli analisti, almeno per il board di aprile, è che resti tutto fermo. Nessun taglio. Il taglio dei tassi, infatti, non è un'ipotesi considerata molto probabile, ma è comunque da considerare.

Il tasso di riferimento (che è quello che pagano le banche per chiedere soldi in prestito alla Bce a breve) in questo momento è fissato allo 0,25%, alcuni ipotizzano un taglio di 10-15 punti, e in questo caso i costi di raccolta fondi per gli istituti di credito sarebbero ancora più bassi. Questo in teoria potrebbe favorire un aumento dei prestiti da parte delle banche a imprese e famiglie, tornando a oliare l'economia reale dell'Eurozona che non può ancora dirsi guarita dall'ultima crisi.

  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il