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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: prepensionamento rilanciato ancora ma vi sono resistenze

Cosa potrebbe cambiare per pensioni uomini e donne con piano prepensionamento del ministro Madia. La Ragioneria di Stato frena. Mancano le coperture




Ormai richiesti da tempo interventi per cambiare le norme pensionistiche attualmente in vigore, le speranze sembravano ormai tramontare, fino a quando, qualche giorno fa, il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, non ha proposto il suo nuovo piano prepensionamenti che, dopo aver scatenato i primi entusiasmi, ha suscitato anche critiche e freni, soprattutto dalla Ragioneria di Stato, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di fondi per attuare un’operazione di tale portata.

Il piano prevede il prepensionamento di ben 85 mila dipendenti pubblici, programma certamente ambizioso e che permetterebbe l’uscita, finalmente, dal lavoro di chi da tempo l’aspetta e la conseguente immissione nel mondo del lavoro di nuovi giovani in cerca di occupazione.

Ed è proprio questo punto che ha scatenato le reazioni della Ragioneria che se da una parte ritiene positivo il piano prepensionamento che non comporterebbe nessun costo per lo Stato, dall’altro, nel momento in cui si parla di conseguente assunzione, ritiene non ci siano abbastanza risorse per pagare la pensione a chi viene prepensionato e lo stipendio a chi viene assunto.

Ma il ministro Madia vuole andare avanti per la sua strada, cercando di assicurare la possibilità di andare in pensione prima a quanti attendono questo da tempo. Comprese le donne, per cui sono state da tempo richieste di modifiche mai arrivate finora. Per loro l'opzione contributivo resta l'unica possibilità di andare in pensione prima.

Secondo questo meccanismo, le donne che entro il 2014 matureranno 35 anni di contributi ed avranno un età anagrafica pari a 57 anni se dipendenti o 58 anni se autonome, potranno lasciare il lavoro rimanendo con i vecchi requisiti ma con il sistema contributivo.

Carlo Cottarelli nella spending review parlando di pensione anticipata ha proposto di equiparare l'età contributiva delle donne a quella degli uomini, ipotizzando un innalzamento da 41 anni a 42 anni di contributi, cosa che però ha fatto insorgere le lavoratrici. E così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha smentito tale possibilità, spiegando che non è prevista nessuna modifica all'età pensionabile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il