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Abolizione province ufficiale 2014 Decreto Delrio-Renzi ieri approvato. Novità e misure. Cosa cambia. I risparmi veri

Via libera al ddl Delrio sulle Province: cosa cambia e quanto si risparmia davvero con entrata in vigore nuove città metropolitane. Le novità




Via libera ieri, giovedì 3 aprile 2014, al ddl sull’abolizione delle Province: con l'approvazione della Camera del ddl Delrio sulle Province, le città metropolitane diventeranno realtà dal primo gennaio 2015, le Province vengono 'svuotate' delle loro funzioni e, in attesa della riforma del Titolo V e della loro definitiva abolizione, gli organi non saranno più eletti dai cittadini.

Saranno, dunque, istituite 10 città metropolitane: oltre a Roma Capitale che per il suo status ha una disciplina speciale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria che subentreranno, dal primo gennaio 2015 come detto, alle Province omonime e ne eserciteranno le funzioni nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e degli obiettivi del patto di stabilità interno.

Le città metropolitane avranno inoltre funzioni legate a: pianificazione territoriale generale, mobilità e viabilità, promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale e dei sistemi di informatizzazione e digitalizzazione.

Il sindaco metropolitano sarà di diritto il sindaco della città capoluogo a meno che lo statuto non ne decida l'elezione diretta, che però richiede apposita legge elettorale e la divisione del Comune capoluogo in più comuni. Gli altri organi della città metropolitana sono il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana.

Sarà poi redistribuito il personale, con lo stesso compenso. Organi delle Province saranno il presidente, il consiglio provinciale e l'assemblea dei sindaci, ma tutti questi incarichi sono esercitati a titolo gratuito. Gli organi non sono più eletti dai cittadini, il presidente della Provincia sarà eletto dai sindaci e dai consiglieri dei Comuni della Provincia, mentre il Consiglio provinciale, composto da un numero di membri differente a seconda del numero degli abitanti, sarà eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni della Provincia.

L'assemblea dei sindaci, invece, sarà composta dai sindaci dei Comuni appartenenti alla Provincia. Il disegno di legge darà poi forte impulso ai piccoli e piccolissimi Comuni perchè si organizzino in Unioni dei Comuni semplificando i percorsi burocratici. Tutte le cariche dell'unione sono a titolo gratuito e non prevedono personale politico appositamente retribuito.

Per incentivare le unioni e fusioni, le Regioni possono decidere misure specifiche nella definizione del patto di stabilità verticale. Infine, per le Regioni a statuto speciale vale, come sempre, la disciplina autonoma.

L'abolizione delle Province, che non prevede in realtà del tutto la loro abolizione, con il conseguente arrivo delle città metropolitane, dovrebbe comportare risparmi. Secondo i dati dell’Upi, il costo per il funzionamento delle 107 amministrazioni, l’unico su cui si potrà tagliare, è di 78 milioni di euro.

L’operatività del nuovo ddl dovrebbe comportare il taglio di tremila consiglieri (2159 quest’anno, 751 fra 2015 e 2016) per un totale di un miliardo di euro di risparmi, una volta a regime, ma per ora i conti parlano in realtà al massimo di circa 500 milioni: 111 per indennità e gettoni, 318,7 per l’annullamento delle prossime elezioni (che tuttavia si terranno comunque causa concomitanza con le europee) ed eventuali altri risparmi legati alla sospensione dei compensi per giunte e consiglieri prorogati fino a fine 2014, tutti ancora da capire.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il