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Isee 2014,bonus bebè, mamma, assegni familiari INPS: come fare domanda, calcolo. Le novità Aprile

Come richiedere agevolazioni per famiglie meno abbienti e nuovi calcoli Isee necessari: cosa cambia quest’anno e procedure




Sta incontrando diverse difficoltà la richiesta del bonus bebè: già in vigore in alcune regioni come Piemonte, Lombardia e Friuli, a livello nazionale, questo bonus, a causa dell’avvicendamento dei diversi governi, ha subito alcune battute d’arresto.

Approvato dalla Legge di stabilità, possono accedere al Bonus Bebè 2014 o Fondo Nuovi Nati tutti i genitori dei figli nati o adottati nel 2012, 2013 e 2014. Il Bonus Bebè è un prestito agevolato del valore di 5.000 euro, che va richiesto entro il 30 giugno successivo all’avvenuta nascita o adozione del bambino. In attesa che il Bonus Bebè 2014 si sblocchi a livello nazionale, è tuttavia partito quello regionale in Lombardia, Piemonte, Toscana e Friuli.

In Piemonte, il Bonus Bebè 2014 è un contributo di 250 euro che può essere richiesto dai genitori di figli nati nel 2013 o, se adottati, che abbiano compiuto 3 anni entro il 31 dicembre 2013 e il cui iter di adozione sia terminato nello stesso 2013; la domanda può essere presentata alla propria ASL dai genitori il cui reddito ISEE non varchi la soglia dei 38.000 euro.

In Lombardia, invece, sono due i fondi cui si può accedere, Nasko e Cresco; il primo, rivolto alle madri che nonostante le difficoltà hanno deciso di portare avanti la gravidanza, consta di 3.000 euro, mentre il secondo ha un valore massimo di 900 euro ed è destinato alle famiglie in precarie condizioni economiche che hanno al proprio interno la presenza di un figlio che abbia da 0 mesi a 1 anno.

In Toscana il Bonu Beè viene concesso in base al valore dell’ISEE, che non deve varcare la soglia dei 24.000 euro; il contributo, dal valore di 700 euro, può essere richiesto solo da chi risulti ufficialmente residente nella regione dal primo gennaio 2013.

Agevolazioni previste anche per le mamme single che hanno perso il lavoro o che ne hanno uno precario: possono richiedere l'assegno di maternità tutte le mamme che hanno versato i contributi previdenziali regolarmente almeno per tre mesi nel periodo che va dai 18 ai 9 mesi prima del parto (o adozione).

Per ottenere questo assegno basta fare richiesta all'Inps in carta semplice entro 6 mesi dalla nascita del bambino. L'inps provvederà a versare il dovuto tramite assegno. Il sostegno è inoltre previsto anche per le mamme non lavoratrici, quelle cioè non coperte da Inps: in questo caso si tratta di un assegno di maternità concesso dai comuni.

Varia quindi da comune a comune e la procedura è la stessa, bisogna fare domanda, stavolta al comune, entro sei mesi dalla nascita del bambino. Ne hanno diritto le mamme single senza lavoro e le famiglie composte da almeno tre persone con reddito particolarmente basso.

A sostegno delle famiglie in difficoltà, arrivano anche gli assegni familiari, prestazione concessa ai nuclei familiari nei quali siano presenti il richiedente e almeno tre figli minori di anni 18. Il richiedente deve essere cittadino italiano o comunitario residente nel territorio italiano o titolari dello status di rifugiato politico e di protezione sussidiaria.

Per avere gli assegni familiari Inps 2014 bisogna essere cittadini italiani o dell’Unione Europea, residenti in Italia; cittadini di altri paesi, ma soltanto se soggiornano in Italia da molto tempo, e i loro familiari anche se non posseggono la cittadinanza ma presentano un documento di soggiorno permanente; nuclei familiari composti da un genitore e da almeno tre figli. compresi i figli in affidamento preadottivo; nuclei familiari le cui risorse economiche e reddituali non superino quelle indicate dall’Isee (indicatore della situazione economica).

I requisiti Isee per l’ottenimento dell’assegno familiare Inps 2014 sono di 25.108,71 euro per un nucleo familiare composto da 5 componenti di cui almeno tre figli devono essere minori. Tutte queste erogazioni a favore di famiglie in difficoltà possono essere garantite in base all'Isee, in base al quale si potrà accedere a determinati benefici o prestazioni economiche e per questo  il Ministero del Lavoro e l'Agenzia delle Entrate hanno stipulato un accordo che consentirà controlli incrociati a partire dai conto corrente postali.

In base a questo sistema, le banche sono tenute a trasmettere tutte le informazioni concernenti il saldo di inizio e di fine anno, e tutti i movimenti, all'Agenzia delle Entrate. Quest’anno, oltre ai dati soliti che riguardano il reddito familiare, i patrimoni mobiliari e immobiliari del richiedente e la composizione del nucleo familiare, rientreranno dunque estratti conto della banca o delle Poste, titoli di stato, azioni e partecipazioni azionarie, obbligazioni, i capitali residui del mutuo, assicurazioni sulla vita, gli assegni di mantenimento che si ricevono dopo il divorzio, redditi da pensioni di invalidità, e redditi dalle altre tipologie di trattamento previdenziale e assistenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il