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Tagli e spending review Def 2014: la situazione aggiornata

Irpef, Irap, aumenti stipendi, tagli a Difesta, stipendi dei manager, cancellazione enti inutili: il premier Renzi presenta oggi in Cdm il Def. Misure previste




Il governo è pronto a presentare il nuovo Def, il documento Economico che definisce il lavoro cui dovrà attenersi il governo, alle prese con la definizione dei capitoli con i quali coprire il maggior sconto di 80 euro per i lavoratori dipendenti a reddito medio basso.

Il sottosegretario Graziano Delrio ha assicurato: '”Abbiamo trovato tutte le coperture'” e la spending review permetterebbe di recuperare 6 miliardi. Alcune indiscrezioni, però, confermate da bozze circolate, indicherebbero che le risorse si fermerebbero ad una soglia di 3,6 miliardi, contro i 6,6 miliardi necessari per l'operazione così come ipotizzato.

Ma, assicurano a Palazzo Chigi, risorse arriverebbero per questo anche dall'Iva da versare per chi incassa i pagamenti Pa e da altre fronti. Il testo del Def è praticamente pronto ad essere presentato oggi in Consiglio dei Ministri.

Non ci saranno nel testo i dettagli dei tagli, ma solo le macro cifre. Il Def delineerà il Piano nazionale delle riforme e le indicazioni fondamentali sulla politica economica del governo, con i tagli previsti per il cuneo fiscale a favore dei lavoratori, con l'obiettivo di coprire tutta l'operazione con i tagli di spesa e di ridurre l'Irap a favore delle imprese trovando le coperture nell'aumento delle rendite finanziarie.

Previste privatizzazioni per ridurre il debito e tagli degli stipendi dei manager pubblici con nuovi tetti che dovrebbero attestarsi a 270 mila euro per i vertici (stesso livello del presidente della Repubblica), 190 mila per i capi dipartimento, 120 mila euro per i dirigenti di prima fascia, 80 mila per quelli di seconda. Il taglio sarebbe comunque progressivo per tutti i redditi sopra i 70 mila euro con un risparmio a regime di circa 700 milioni l'anno.

Previsti anche tagli alla Difesa e al ministero degli Esteri (che ha già annunciato la soppressione di 4 ambasciate si prepara ad altre misure simili), la cancellazione o la riforma degli enti ‘inutili’, e altro capitolo al centro dell'attenzione sarà quello della sanità. Il ministro Beatrice Lorenzin insiste a non voler parlare di tagli ma di risparmi da reinvestire nel sistema sanitario nazionale. Si tratterebbe di 10 miliardi in 3-4 anni.

La spesa sarà razionalizzata, con l'applicazione in tutte le Regioni di costi standard, tagli ai posti letto, diffusione delle centrali uniche d'acquisto e adozione di strumenti già previsti dalla legge ma ancora poco utilizzati come la ricetta dematerializzata, il fascicolo sanitario elettronico e i referti digitali.

Da sciogliere in maniera chiara ancora anche il nodo dell'Irap: il taglio dell'imposta regionale sulle imprese potrebbe essere quest'anno del 5% per andare a regime, salendo al 10%, a partire dall'anno prossimo.

Tutto dipenderà dalle entrate assicurate dall'aumento delle rendite finanziarie che dovrebbero appunto compensare il taglio. La crescita, intanto, si dovrebbe fermare quest'anno allo 0,8% contro lo 0,6% previsto dalla Commissione europea e l'1% indicato dal governo Letta, mentre il rapporto deficit-pil dovrebbe essere compreso tra il 2,5% e il 2,6%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il