BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: novità e cambiamenti ancora possibili dopo DEF 2014

Il Def approvato ieri dal Consiglio dei Ministri non ha apportato alcuna novità alle pensioni. Si torna ora ad aspettare il tempo delle elezioni europee. Possibili cambiamenti in vista




Il governo ancora una volta non è riuscito a dare una risposta concreta alla richiesta di interventi sulle pensioni, nessuna novità, infatti, da parte del Consiglio dei Ministri dopo l’approvazione del Def 2014. Ma c’era da aspettarselo, considerando le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che qualche giorno fa aveva sostenuto non ci fosse alcun cantiere aperto in riferimento alla riforma pensioni, lasciando comunque qualche spiraglio aperto dicendo che era stata rimessa mano alla proposta del prestito pensionistico dell’ex ministro Giovannini.

E si torna a pensare, dunque, che per vedere modifiche reali per le pensioni bisognerà aspettare le elezioni europee. E resta ancora il dibattito che riguarda la possibilità di permettere ai lavoratori di andare in pensione anticipata rispetto all’attuale soglia dei 66 anni fissata dalla legge Fornero perché alcuni lavoratori, soprattutto precoci e usuranti, non sono in grado di rispettare i requisiti richiesti.

Allo studio anche il contributo di solidarietà sulle pensioni cosiddette d’oro, anche se il viceministro dell'Economia Enrico Morando ha assicurato che “le pensioni fino ad un massimo di 2500 euro non verranno toccate, ma verrà messa mano a decurtazioni a pensioni da importi superiori, applicando un contributo di solidarietà”.

E si parla anche di un nuovo blocco delle perequazioni automatiche, cioè degli aumenti previsti ogni anno per le pensioni, che vengono rivalutate in base all'inflazione dei 12 mesi precedenti. Attualmente l'adeguamento all'inflazione viene riconosciuto in pieno soltanto a chi guadagna meno di 1.500 euro circa lordi al mese, mentre al di sopra di questa soglia la rivalutazione è parziale e diminuisce all'aumentare del reddito, fino a scendere al 40%, per le rendite Inps che superano i 3mila euro lordi mensili.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il