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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: modifiche età e requisiti possibili dopo DEF 2014

Precoci e usuranti aspettano ora prossimi appuntamenti di aprile per modifiche alle pensioni e possibilità di uscita anticipata: situazione e cosa si attende




Aspettano ma nulla si muove: il lavoratori precoci e usuranti attendono ancora modifiche al sistema pensionistico, interventi che permettano loro di andare in pensione prima rispetto agli attuali requisiti richiesti.

Le speranze fino a qualche tempo fa erano quelle di approvazione o del sistema di flessibilità in uscita proposta dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, che avrebbe permesso l’uscita dal lavoro anche a 62 anni, invece che a 66, ma con un sistema di penalizzazioni per ogni anno di anticipo in cui si lasciava il lavoro; o del prestito pensionistico proposto dall’ex ministro Enrico Giovannini, che avrebbe permesso al lavoratore di andare in pensione, su base volontaria, due o tre anni prima rispetto ai 66 anni, con un prestito appunto da parte dell’Inps da restituire una volta raggiunti i requisiti richiesti con decurtazioni sull’assegno finale.

Ma nulla è ancora cambiato, e dopo la delusione del Def 2014 che non ha fatto accenno alle pensioni, ora l’attesa è per due nuovi appuntamenti: quello di lunedì 14 aprile, quando sarà discusso il testo unico sugli esodati, redatto da tutti i partiti e presentato da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, che chiede la possibilità di uscita dal lavoro con i vecchi requisiti pensionistici per alcuni lavoratori.

E quello del 30 aprile, giorno in cui sarà presentata la riforma della pubblica amministrazione, per capire realmente quali sono gli orientamenti del governo riguardo il piano prepensionamenti del ministro Marianna Madia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il