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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: età, requisiti, quando e quali modifiche dopo DEF 2014

Ancora in discussione le possibilità di uscita anticipata dal lavoro rispetto all’attuale soglia. Come e quando potrebbero cambiare requisiti?




Possibili modifiche per età e requisiti per andare in pensione di anzianità potrebbero essere rimandate ai prossimi appuntamenti di aprile, dopo la delusione del Def 2014 che in merito non ha riportato assolutamente nulla. E quindi si aspetta ora lunedì prossimo 14 aprile la discussione sul testo unico sugli esodati redatto da tutti i partiti e dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano. Attesa anche per il 30 aprile, giorno in cui invece sarà discussa la riforma della pubblica amministrazione e il piano prepensionamenti che potrebbe dare il via all’uscita dal lavoro di ben 85mila dipendenti pubblici, e che si spera, secondo quanto auspicato da Damiano e dal segretario della Cgil Susanna Camusso, possa essere ampliato anche al settore privato.

E mentre cresce l’attesa, il dibattito è ora tutto incentrato sul piano prepensionamenti del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. Qualche giorno fa il ministro Madia ha annunciato un piano di prepensionamento per gli statali, e, a parte la mancanza di adeguate coperture finanziarie e dei problemi che creerà tale progetto in termini di eguaglianza, equità ed età di uscita dal lavoro tra impiegati statali e quelli del settore privato, il piano ha scatenato critiche da parte dei tre ex-ministri del Lavoro, a partire da quella Elsa Fornero che con la sua legge ha dato vita a non pochi problemi, alcuni dei quali decisamente gravi, come quelli di esodati e Quota 96, e che ha detto: “Alla Madia suggerisco di essere abbastanza attenta, i dipendenti privati farebbero bene ad arrabbiarsi perché non possono essere sempre solo loro a pagare”.

C’è però chi ritiene che i tanto attesi interventi per la previdenza italiana potranno arrivare solo dopo elezioni europee. Il dibattito riguarda la possibilità di permettere ai lavoratori di andare in pensione anticipata rispetto all’attuale soglia dei 66 anni fissata dalla legge Fornero.

E le aspettative sembrano anche piuttosto negative. Se, infatti, qualche giorno fa il presidente dell'Inps, Mauro Nori, ha affermato che si potrà procedere ad un ricalcolo delle pensioni adottando il metodo contributivo, operazione che potrebbe addirittura portare a decurtazioni sull'importo delle pensioni fino ad un massimo del 30%; in ballo anche il contributo di solidarietà sulle pensioni cosiddette d’oro, nonché tagli alle pensioni di guerra e invalidità. E non è escluso un nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il