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Blocco contratti dipendenti pubblici, statali, pubblico impiego fino 2020 del DEF 2014

Probabile nuovo blocco contratti statali fino al 2020: misura contenuta nel Def 2014. E scoppia la polemica. Sindacati in protesta. La situazione




Esplode la protesta sul nuovo blocco dei contratti degli statali. Secondo quanto previsto dal nuovo Def 2014, presentato appena tre giorni fa dal premier Matteo Renzi, i contratti degli statali, già bloccati dal 2010, rischiano di rimanere congelati fino al 2020 con un'ulteriore proroga rispetto al termine del 2017 deciso dal governo Letta. Nel Documento di economia e finanza varato dal governo e pubblicato in versione definitiva non è prevista, infatti, alcuna erogazione di spesa per il rinnovo contrattuale. Scoppia la polemica e i sindacati sono sul piede di guerra. “Inaccettabile, aberrante, ingiusto”: i sindacati bocciano in maniera ferma e netta l'ipotesi di un nuovo blocco dei contratti pubblici, l'ultima volta rinnovati nella parte economica per il biennio 2009-2010 e chiedono al governo di trovare subito le risorse necessarie per rinnovarli.

L'effetto del blocco dei contratti è chiaro nel Def: nel 2011 l'ammontare pagato per le retribuzioni dei dipendenti pubblici è diminuito del 2,1% sull'anno precedente, nel 2012 dell'1,9%, nel 2013 di un ulteriore 0,7%. Quest'anno la contrazione sarà ancora dello 0,7% scendendo a 162,8 miliardi. Nelle previsioni del governo il triennio successivo la spesa si stabilizzerà per poi crescere dello 0,3% nel 2018, appunto per il pagamento dell'indennità di vacanza contrattuale.

Ma “Un ulteriore blocco sarebbe inaccettabile e la nostra risposta non si farebbe attendere”, attaccano i segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili. “I lavoratori delle pubbliche amministrazioni hanno già subito una lunga pausa e perso una parte consistente del loro potere d'acquisto: i contratti del pubblico impiego sono già bloccati da cinque anni con una perdita media mensile di 250 euro a testa.

E' aberrante spostare in avanti il contratto dei dipendenti pubblici. Questo significa mettere a terra completamente la pubblica amministrazione” ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.

Anche il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, ritiene “inaccettabile che ancora una volta si blocchino i contratti dei dipendenti pubblici, fino al 2020. In questo modo lo sarebbero per dieci anni: era il 2010, infatti, quando sono stati bloccati i salari individuali e la contrattazione nazionale e decentrata. Se non si corregge questa anomalia la risposta sarà molto ferma”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il