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Affitti casa 2014: cedolare secca 10% ma non solo. Novità inquilini e proprietari

Nuova aliquota cedolare secca e misure a sostegno di proprietari e inquilini: cosa cambia quest'anno per gli affitti con le novità del piano casa di Renzi




Sono cambiate le regole per gli affitti da gennaio 2014: nuova l'imposta di registro sui trasferimenti immobiliari che dal primo gennaio prevede due aliquote, 9% di base e 2% per la prima casa, con un minimo di 1.000 euro e 50 + 50 euro di imposte ipocatastali; salito da 168 a 200 euro l'importo, se dovuto in somma fissa, delle imposte di registro e ipocatastali; nuove le regole del condominio, per cui toccherà all'assemblea decidere se e quando far pagare le sanzioni per le violazioni al regolamento condominiale (da 200 a 800 euro in caso di recidiva) e la decisione avviene con la metà più uno degli intervenuti, sia in prima che in seconda convocazione; e novità per la cedolare secca.

Con il nuovo Piano casa presentato dal premier Matteo Renzi presenterà, sono arrivate grandi novità sull’applicazione della cedolare secca, imposta che sostituisce quelle dovute sui redditi da locazione (Irpef e addizionali, imposta di registro, imposta di bollo), riservata solo alle persone fisiche proprietarie di un immobile e titolari di un diritto di godimento (diritto di superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione e servitù prediali). La cedolare secca viene applicata agli immobili adibiti ad uso abitativo accatastati in una delle categorie abitative del gruppo ‘A’, fatta eccezione per l’A10 relativa a uffici e studi privati.

La scelta della cedolare secca permane per tutta la durata del contratto e eventuali proroghe o per il residuo periodo nei casi in cui la scelta della cedolare secca è stata esercitata nel corso della durata del contratto di locazione. Il proprietario può revocarla in ciascuna annualità successiva a quella in cui è stata scelta la cedolare secca. Il piano casa, insieme a misure per affitti e concessione di mutui agevolati a giovani coppie, prevede un abbassamento dell’aliquota dal 15 al 10%, dopo l’abbassamento di tale aliquota dal 19 al 15% già stabilita dal governo Letta.

Cedolare secca e non solo: il piano casa prevede anche agevolazioni per coloro che danno in affitto un’abitazione, compreso chi investe per realizzarla o ristrutturarla, ma anche gli inquilini che vivono in alloggi sociali; misure di sostegno per le categorie sociali meno abbienti che non riescono più a pagare l’affitto.

E’ stato infatti incrementato sia il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione che il Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, quelli che a causa di difficoltà economiche, come una malattia o la perdita del posto di lavoro, non riescono più a far fronte al pagamento dell’affitto. Il primo, che già aveva una dotazione di 100 milioni di euro (50 milioni per il 2014 e altri 50 milioni per il 2015) verrà raddoppiato a 200 milioni di euro (100 milioni per il 2014 e 100 milioni per il 2015), mentre il Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, che già aveva una dotazione di 40 milioni di euro, è stato incrementato di 226 milioni ripartiti negli anni 2014-2020, rendendolo strutturale visto che da anni non aveva un plafond a disposizione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il