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Btp Italia 2014 Aprile ma anche altri btp e fondi legati inflazione: rendimenti, differenze, rischi

Andamento, vantaggi e rischi del Btp Italia e altri prodotti legati all’inflazione italiana: quali le alternative. Situazione e osservazioni




Al via da ieri, lunedì 14 aprile, la prima emissione del Btp Italia 2014, sesta da quando questo prodotto ha debuttato nel 2012, e che nella prima giornata di collocamento ha registrato una domanda davvero altissima. La particolarità di quest’anno del titolo agganciato all’inflazione italiana è che non avrà più durata ma di quattro anni, ma si sale a sei anni, decisione stabilita dal Tesoro per garantire maggiori rendimenti a chi decide di puntare su questo prodotto, che diventerebbe così più appetibile, permettendo, d’altro canto, al Tesoro di recuperare più soldi di investimento.

La convenienza di questo Btp Italia dipende soprattutto dal fatto che si tratta di un titolo agganciato all'inflazione italiana, per cui se essa sale, come relativamente prevedibile in questi sei anni, considerando che oggi si attesta a livelli minimi storici, sale anche il rendimento del Btp Italia. Per misurare l’inflazione si usa per il Btp Italia l’indice Foi, rilevato dall'Istat e che si riferisce ai consumi dell'insieme delle famiglie italiane che fanno capo a un lavoratore dipendente operaio o impiegato (Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati esclusi i tabacchi).

Per anni lo stato italiano ha emesso un titolo essenzialmente identico, il Btp€i, che è agganciato allo Iapc ex-tabacco , l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo dell’area euro calcolato da Eurostat. Per entrambi, la cedola viene calcolata rivalutando il capitale investito di un coefficiente, detto il coefficiente di indicizzazione, che è il rapporto tra due indici di riferimento, uno di fine periodo e uno di inizio periodo.

In caso di deflazione, tanto per il Btp Italia che per gli altri Btp o fondi legati all'inflazione italiana, viene comunque garantito un tasso minimo cedolare pari al tasso reale garantito, ma la rivalutazione del capitale avverrà solo se l’indice di riferimento si supera il livello massimo raggiunto nei semestri precedenti. E’ proprio questa caratteristica che rende il titolo vantaggioso, inoltre, poiché sono prevalentemente emessi da governi, si tratta di titoli considerati poco rischiosi e gode di una tassazione vantaggiosa, pari al 12,5%.

Ma i Btp Italia e comunque quelli legati all’inflazione italiana, implicano anche rischi, perché, innanzitutto non sono immuni dai rialzi dei tassi reali, che possono verificarsi anche indipendentemente dall’inflazione; perché è difficile prevedere quale sarà l’effettivo valore della cedola; e perché l’indice Foi (o Iapc) può non rispecchiare le abitudini di consumo degli investitori, essendo un indicatore rappresentativo e ciò signifca che potrebbe non rappresentare fedelmente l’evoluzione del costo della vita.

Le alternative potrebbero esse, dunque, i fondi di investimento, vantaggiosi perché in un fondo si ha esposizione a diverse curve dei tassi e diversi panieri di inflazione. E, se il prezzo di un Btp Italia o di un Btp€i scende se aumenta il rischio di default, il vantaggio del fondo è che si può diversificare il rischio tra i titoli governativi inflation linked dei maggiori emittenti del pianeta (Usa, Regno Unito, Francia e Germania) e quelli con minor probabilità di fallimento.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il