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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: il Premier ne parla direttamente per la prima volta

“Quest’anno non ce la facciamo ma il prossimo 2015 sarà l’anno in cui interverremo sulle pensioni sotto i mille euro”: il premier Renzi inizia a parlare di pensioni. Quali gli interventi possibili?




Molti si aspettavano interventi già durante il suo discorso programmatico tenuto in occasione della fiducia e della sua successiva nomina a premier, ma nulla fu fatto; poi l’attesa per la presentazione del piano lavoro, ma anche lì silenzio, come nulla è stato detto durante la presentazione del Def 2014. E così una delle questioni che sta suscitando maggiori polemiche e problemi resta ancora aperta. Tanti i prossimi appuntamenti in programma che potrebbero portare modifiche in tal senso, mentre a compiacere sono arrivate le prime parole ufficiali di Matteo Renzi proprio sulle pensioni.

In premier avrebbe, infatti, assicurato: “Quest’anno non ce la facciamo ma il prossimo 2015 sarà l’anno in cui interverremo sulle pensioni sotto i mille euro. Noi siamo pronti a cambiare noi stessi ma le regole che raddoppiano la disoccupazione non funzionano, non è la ricetta che salva l’economia. E’ inutile essere il partito del lavoro se non diamo occupazione”. Pronto il governo dunque a garantire più soldi anche ai pensionati, dopo il bonus di 80 euro che dovrebbe invece scattare dal prossimo mese di maggio per i dipendenti pubblici.

Ma continua il silenzio sulle maggiori richieste finora avanzate, vale a dire quelle che vogliono un’uscita flessibile e anticipata dal lavoro, soprattutto per determinati lavoratori, che non riescono a rimanere a lavoro fino al raggiungimento dei requisiti stabiliti dalla legge Fornero.

Probabilmente il silenzio in merito dipende dalla mancanza di risorse, che governo e Ragioneria della Stato hanno più volte ribadito, situazione che induce, al momento, anche a pensare che difficilmente sarà approvato anche il piano di prepensionamenti proposto dal ministro Madia, ritenuto certamente un buon piano, soprattutto dal punto di vista della staffetta generazionale, perché permetterebbe di andare in pensione a 85mila dipendenti pubblici con la conseguente possibilità per i più giovani di entrare nel mondo del lavoro; ma anch’esso troppo costoso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il