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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: Premier non li nomina quando parla pensioni prima volta

Renzi assicura assegni pensionistici più alti nel 2015 per chi ha meno di 1000 euro ma nulla su precoci e usuranti. Spigne ancora verso soluzioni Damiano




Se solo qualche giorno fa il premier, Matteo Renzi, ha confermato gli 80 euro in più in busta paga, a partire dal mese di maggio, per i dipendenti pubblici, è tornato a parlare di aumenti, questa volta per i pensionati, assicurando nuovi interventi in merito il prossimo anno. Ammettendo, infatti, che per quest’anno non sarà possibile, Renzi garantisce che dal 2015 saliranno gli assegni pensionistici di coloro che ricevono meno di mille euro.

E’ la prima volta che il presidente del Consiglio, dal suo insediamento, e nonostante le promesse precedenti, ha parlato di pensioni in maniera diretta. Ma a parte questo intervento non ne ha annunciati altri, il che continua comunque a suscitare malcontenti, soprattutto tra coloro come lavoratori precoci e usuranti che da tempo ormai attendono modifiche. Ed esse diventano sempre più necessarie.

Per effetto dell’entrata in vigore delle norme Fornero, infatti, queste categorie di lavoratori sono stati bloccati nel loro andare in pensione, per i requisiti più rigidi imposti dalla nuova legge e la nuova soglia di età da dover raggiungere.

Per alcuni di loro, come per esempio i pensionandi della scuola Quota 96, considerati lavoratori usuranti, questo ‘blocco’ verso la pensione nasce da errori di formulazione della nuova legge che devono essere necessariamente risolti perché non devono essere i lavoratori a pagare gli errori dei governi.

E se Renzi tace in merito, spinge, ancora, Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, che auspica soluzioni al più presto per loro. Ma resta il problema dei soldi, come anche spiegato dal ministro del Lavoro Poletti. Arriveranno comunque interventi in merito?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il