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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: uscita anticipata e aumento assegno Poletti-Renzi

Nuova possibilità pensione anticipata con piano Poletti: le proposte del ministro del Lavoro e nuovi annunci da Renzi




Una pensione di anzianità anticipata: se ne parla ormai da mesi e da mesi sono in ballo solo ipotesi sena però cambiamenti concreti. Eppure sono tanti coloro che aspettano la decisione sulla possibilità di lasciare il lavoro prima in base agli attuali requisiti pensionistici. La strada sembra ancora lunga e quando si pensava che le idee allo studio fosse quelle già proposte e analizzate della flessibilità di Cesare Damiano o del prestito pensionistico di Giovannini, ecco arrivare ancora proposte.

La prima, per cui si attende l’esito entro fine mese, è quella avanzata dal ministro Madia che settimane fa ha annunciato la volontà di dare il via ad un sistema di prepensionamento che dovrebbe coinvolgere solo i lavoratori dipendenti. Sarebbero 85mila gli interessati. La loro eventuale uscita anticipata dal lavoro, consentirebbe, d’altra parte, l’ingresso dei più giovani. E’ una proposta che ha suscitato entusiasmo e clamore, perché dalla portata importante, ma forse troppo per quanto riguarda i costi. Infatti, Ragioneria di Stato e Tesoro sono subito intervenuti per bloccarla.

Ma la Madia non si è fermata e il prossimo 30 aprile, approfittando della presentazione della riforma della pubblica amministrazione, porterà in Aula anche questa proposta. E qualche speranza è dunque ancora in ballo. D’accordo con un’uscita flessibile il ministro Poletti che, però, tralasciando le proposte di Damiano e Giovannini, punta ad un piano di flessibilità in uscita per coloro che hanno superato i 50 anni.

Poiché si tratta di persone effettivamente troppo giovani per andare in pensione ma in difficoltà nel trovare un nuovo impiego, il ministro del Lavoro pensa all’elaborazione di un nuovo contratto specifico per questi lavoratori o ad un nuovo piano di uscita anticipata. “Ti manca un anno al pensionamento? Ti dò un assegno che non è la pensione fino a quando raggiungi i termini. Per questo anno la tua impresa continua a pagare i contributi previdenziali come tu fossi tornato a lavorare e l'assegno che ti ho dato un po' me lo restituisci nei tuoi 30 anni di pensione e un pò te lo paga lo Stato”.

Proiettato a cambiamenti nel 2015 anche il premier che qualche giorno fa ha annunciato: “Quest’anno non ce la facciamo ma il prossimo 2015 sarà l’anno in cui interverremo sulle pensioni sotto i mille euro. Noi siamo pronti a cambiare noi stessi ma le regole che raddoppiano la disoccupazione non funzionano, non è la ricetta che salva l’economia”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il