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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: uscita anticipata Poletti. Nuove conferme ancora

Si aprono nuove speranze per la pensione anticipata per lavoratori precoci e usuranti con approvazione nuovo Def 2014: cosa potrebbe cambiare?




Solo qualche giorno fa il ministro del Lavoro Poletti annunciava: “Stiamo pensando a forme flessibili di prepensionamenti. Sul tavolo del Governo un'ipotesi di lavoro per una flessibilizzazione del pensionamento”, parole che, dopo aver scatenato l’entusiasmo di tanti, hanno trovato conferma nel Def 2014 approvato ieri. Il documento confermerebbe, infatti, la volontà dell’esecutivo di pensare a forme di pensioni anticipate e flessibili che potrebbero rappresentare certamente una soluzione alla disagiata condizione attuale di lavoratori precoci e usuranti costretti a rimanere al lavoro, nonostante il loro particolare percorso lavorativo, a causa dei rigidi requisiti stabiliti dalla legge Fornero.

Poletti aveva infatti parlato di “ipotesi di lavoro per una flessibilizzazione del pensionamento per chi perda il posto allo studio del governo”, spiegando che “Ci sono tante imprese che sarebbero disponibili ad anticipare una buonuscita perché hanno bisogno di ricambio Sto lavorando a un'idea molto semplice: ti manca un anno al pensionamento? Ti dò un assegno che non è la pensione fino a quando raggiungi i termini. Per questo anno la tua impresa continua a pagare i contributi previdenziali come tu fossi tornato a lavorare e l'assegno che ti ho dato un pò me lo restituisci nei tuoi 30 anni di pensione e un po' te lo paga lo Stato”.

Ed effettivamente il Def, pur promuovendo gli effetti finanziari della legge pensionistica di fine 2011, che insieme alle precedenti è stata capace di generare un impatto pari a 60 punti di Pil fino al 2050, esorta a lavorare ‘in prospettiva di valutare la reintroduzione di meccanismi di flessibilità di uscita rispetto ai nuovi limiti anagrafici, attraverso un sistema di incentivi e disincentivi’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il