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Ebola: rischio contagio del virus e diffusione in Italia basso. Falso allarme in Sicilia

Nessun allarme in Italia riguardo il mortale virus Ebola, malgrado la paura continui a crescere. Il rischio di diffusione del contagio è comunque minimo, attualmente.




Nessun caso di virus Ebola rilevato in Sicilia e nel resto dell'Italia. Ad annunciarlo è stato il Ministero della Salute, in risposta al presunto caso che si sarebbe verificato tra i clandestini sbarcati nell’isola di Lampedusa; dopo attenti controlli, si è stabilito, quindi, che era stato solo un falso allarme.

Tuttavia, già nei giorni scorsi, erano già stati aumentati i controlli alle frontiere, dove si ha la maggior parte degli arrivi di immigrati dall'Africa. Anche il capo della squadra navale appartenente alla Marina, conferma la totale assenza del virus, anche se tuttora viene usata la massima precauzione nei confronti di una possibile minaccia come può essere quella dell’Ebola.

Ma le notizie sul virus dell’Ebola nel corso dei mesi non si sono arginate. In Africa occidentale attualmente le vittime accertate sono 121. L’organizzazione mondiale della Sanità stima che questo virus sia uno dei più pericolosi di quest’epoca, con un tasso di mortalità intorno al 90%, ma tende anche a sottolineare il fatto che il contagio, fortunatamente, è più difficoltoso di quel che sembra. Per trasmettere l’ebola infatti servirebbero dei contatti diretti con i fluidi corporei della persona contagiata, per esempio saliva, sangue o lacrime. Il semplice fiato non basta a diffondere il contagio.

Per quanto riguarda l’Italia, il Ministero della Sanità sembra seriamente intenzionato a prevenire qualsiasi forma di epidemia, con un aumento dei controlli già citati. I migranti accolti in questi giorni, vengono prettamente dalla Libia, e questo in teoria dovrebbe scongiurare la presenza di un portatore di questa malattia, ma sicuramente le precauzioni, in questi casi, non sono mai troppe. Fonti certe rassicurano la popolazione italiana, poiché il virus avrebbe una durata di incubazione di una ventina di giorni, in persone nelle quali, invece, il periodo di transizione da un luogo all’altro ha di gran lunga superato quel periodo.

Come spesso accade in questi casi, su internet e sui social network  la situazione sembra di gran lunga più allarmistica e per il web si diffonde la paura e il "dagli all'untore". Girano in rete decine e decine di notizie riguardanti diversi possibili portatori del pericoloso virus, senza nessun fondamento, creando una sorta di mentalità paranoica rivolta ai fruitori della rete e soprattutto rivolta a demonizzare ulteriormente gli extracomunitari e l'immigrazione straniera.

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Autore: Gianluca Fiore
pubblicato il