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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: dichiarazioni Padoan dopo Premier e Poletti

Possibili interventi pensioni per lavoratori precoci e usuranti il prossimo anno: allo studio nuovi piani di flessibilizzazione in uscita. La situazione




Tante sono le richieste avanzate così come pochi i provvedimenti effettivamente presi e ci si chiede quali potranno davvero essere i cambiamenti per modificare l’attuale sistema pensionistico che sta creando diversi problemi, a partire dalle urgenti questioni di esodati e Quota 96, per arrivare alle condizioni di difficoltà e disagi in cui si sono ritrovati lavoratori usuranti e precoci in seguito all’entrata in vigore della legge Fornero, che non li ha tutelati per nulla pur facendo parte loro di categorie particolari da proteggere.

Per loro finora sono sempre stati chiesti e ribaditi interventi che potessero favorire un’uscita anticipata dal lavoro rispetto ai requisiti richiesti attualmente, perché si ritrovano spesso nella condizione di impossibilità a maturare tali requisiti, sia perché la lavoro fin da giovanissimi, sia perché svolgono attività e mansioni pesanti e, appunto, usuranti. In questa categorie rientrano anche i Quota 96.

Ma l’ex ministro Fornero non ha pensato a nessuna di queste condizioni con la conseguenza di dar vita ad un sistema che appare sballato, iniquo, ingiusto. E, dopo le dichiarazioni del ministro Poletti che ha annunciato nuovi piani di flessibilizzazione in uscita e nuove soluzioni per esodati, il premier Renzi e il ministro Padoan sono intervenuti comunicando possibili interventi nel prossimo 2015.

E si tratta di interventi che riguarderanno innanzitutto la condizione di coloro che ricevono assegni pensionistici bassi e che l’anno prossimo potrebbero fruire di alcuni aumenti, nonché modifica dei requisiti per accedere alla pensione. Del resto, il ministro dell’Economia ha spiegato: “Le condizioni recessive sono peggiorate. C'è purtroppo una ripresa fragile ma positiva ma stenta a tradursi in più occupazione. Il bicchiere non solo è mezzo pieno e noi pensiamo di riempirlo mano a mano che le misure si rafforzano e diventano permanenti. Estendere il bonus di 80 euro a una fascia più ampia come i pensionati sarebbe costato troppo e non sarebbe stato credibile”. Ma di questo se ne riparlerà il prossimo anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il