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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: ultime notizie e il punto della situazione

Cosa potrebbe cambiare per pensioni uomini e donne: Italia deve rispondere a monito Ue ma nulla ancora in merito




Sono giorni di attesa, quelli di questi giorni, importanti per capire come deciderà di lavorare il governo sulle pensioni, in particolar modo, su esodati, precoci, usuranti e situazione delle donne.  Tempo fa, infatti, la Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia a causa della differenza di anni di contributi necessari per la pensione anticipata tra uomini e donne, fissato a 41 e 6 mesi per le donne e 42 e 6 mesi per gli uomini. L’Ue ritiene che questa normativa viola i regolamenti sulla parità di trattamento tra i generi e ha chiesto al nostro Paese l’innalzamento dell’età per le donne.

Settimane fa, però, questa possibilità allo studio è stata smentita per cui non dovrebbe essere innalzata alcune età per le donne, che comunque per quest’anno hanno ancora la possibilità di andare in pensione con l’opzione contributivo. Chi, infatti, decide di calcolare la propria pensione con un sistema contributivo, quindi accettando assegni inferiori, può lasciare il lavoro anche a 57, 58 anni. Ma resta comunque aperta la partita sull’età contributiva di uscita delle donne.

E se per questa settimana sono in programma appuntamenti importanti che potrebbero effettivamente apportare qualche cambiamenti al sistema previdenziale attuale, e che mirano essenzialmente ad una flessibilità in uscita per alcuni, bisognerà evidentemente ancora attendere per sapere come l’Italia risponderà al monito Ue.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il