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Amnistia e indulto: dopo no Renzi e Ministro Orlando nuovi interventi Napolitano e Papa Francesco

Misure per risolvere il sovraffollamento delle carceri e intervento Papa e presidente Napolitano: come si risolverà la questione?




Risolvere la questione del sovraffollamento carcerario è una priorità del nostro Paese e tra novità e ultime notizie, ad un mese dal termine dato all’Italia dalla Corte di Strasburgo per trovare soluzioni, il dibattito sembra ancora apertissimo. Mercoledì 23 aprile, il ministro Orlando al Senato ha spiegato le linee programmatiche sulla giustizia, illustrando i quattro punti allo studio del governo che sono sovraffollamento delle carceri, situazione del personale amministrativo, arretrati della giustizia civile, e affinamento degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata. E sul primo punto non è stato fatto alcun riferimento alle misure di indulto e amnistia, più volte invocate da tanti come unica soluzione al momento possibile per non incorrere nella sanzione prevista da Strasburgo.

Il ministro Orlando ha, infatti, indicato altre due strade possibili per risolvere la questione delle precarie condizioni di vita nelle carceri, quella del rimborso economico ai detenuti e quella di una riduzione della pena per chi ancora deve scontare la sua pena in carcere. E mentre si discute molto della questione, Papa Bergoglio ha telefonato al leader dei radicali Marco Pannella, in sciopero della fame e della sete da giorni contro la situazione delle carceri italiane.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha poi diffuso una nota in cui ha ringraziato il Papa per la telefonata a Pannella, dicendo “Marco Pannella si espone anche a un grave rischio per la sua salute per perorare la causa delle migliaia di detenuti ristretti in condizioni disumane in carceri sovraffollate e inidonee”, e nella stessa nota sostiene quanto sia diventato urgente pensare a “misure adottate e da adottare, anche in ossequio alla nota sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.

Tra le misure allo studio, indennizzi per chi vive in condizioni precari nelle celle di dimensioni inferiori ai tre metri quadri; cercare di migliorare la vita dei detenuti; ridurre le entrate in carcere; e, per dare ai detenuti la possibilità di mantenere i rapporti con l’esterno, aumentare gli orari di visita e introdurre l’uso delle carte telefoniche in tutte le carceri.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il