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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: uscita flessibile Poletti-Madia. Si delinea proposta

Nuovo piano di uscita flessibile del lavoro firmato Poletti: un assegno anticipato sulla scia del prestito pensionistico. Come funzionerebbe




Se domani, 30 aprile, si potrà iniziare a sapere qualcosa circa le intenzioni del governo sul piano Madia di prepensionamento per i dipendenti pubblici, a modificare le pensioni arrivano anche nuove proposte da parte del ministro del Lavoro Poletti che da settimane ormai annuncia che il governo sarebbe effettivamente a lavoro per soluzioni alle questioni pensioni nonché per gli esodati. E al vaglio vi sarebbero diverse ipotesi.

Si parte dalla possibilità di andare in pensione con tre, quattro anni di anticipo rispetto ai requisiti stabiliti per il raggiungimento della pensione di vecchiaia; ad una sorta di prestito pensionistico, che potrebbe essere tra l’altro esteso a tutti; ad un assegno di 760 euro mensili anticipato da restituire però attraverso trattenuto di 50-70 euro al mese, una volta in pensione effettiva.

Una delle soluzioni, sperimentali, ai caos provocati dall’entrata in vigore della legge Fornero, si chiama Apa’: si tratta dell’assegno di pensione anticipata che, fino al 31 dicembre 2017, spetterebbe a tutti i lavoratori, come detto, sia dipendenti che del settore privato, che si trovano nello stato di disoccupazione e non sono titolari di altri trattamenti pensionistici o altre indennità.

I requisiti da raggiungere per beneficiare di questo Apa prevedono il raggiungimento dei 63 anni e tre mesi di età e 36 anni di contributi anzianità o 62 anni e tre mesi di età e un’anzianità contributiva di 37 anni. Il valore dell’assegno anticipato dovrebbe essere pari a 1,7 volte l’importo dell’assegno sociale e per il 2014 la cifra si aggirerebbe intorno a 760 euro mensili per tredici mensilità.

Una volta raggiunti i requisiti richiesti, l’assegno anticipato si trasforma nella pensione ordinaria di vecchiaia, calcolata secondo le regole generali, ma decurtata di una quota, che sarebbe la parte di anticipo già erogato e che, come detto, dovrebbe essere di 50, 70 euro al mese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il