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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: sempre più concreta uscita flessibile

Nuovo Apa di Poletti per permettere a lavoratori precoci e usuranti di andare in pensioni prima: quali cambiamenti previsti per le pensioni?




Qualche settimana fa qualcuno aveva avanzato l’ipotesi secondo cui le attese modifiche alle pensione sarebbero potute arrivare solo il prossimo  giugno, dopo le elezioni europee, ma le discussioni sul piano prepensionamento del ministro Marianna Madia potrebbero portare a cambiamenti molto prima. Oggi, infatti, mercoledì 30 aprile, arriva in Consiglio dei Ministri la riforma della P.A. che deciderà anche sui prepensionamenti degli 85mila lavoratori pubblici e quindi sulla possibilità per loro di andare in pensione prima.

Ma le notizie non finiscono qui, perché se lavoratori precoci e usuranti aspettano di sapere le decisioni del governo sul piano prepensionamenti Madia, Poletti, dopo aver confermato il tavolo tra Ministero del Lavoro, Inps, e Commissioni per trovare soluzioni concrete alla questione esodati, ha anche annunciato “una soluzione strutturale attraverso un meccanismo mobile che non crei contenti e scontenti. Le barriere fisse creano un contento, quello che è dentro, e uno scontento, quello escluso” pensando a piani di flessibilizzazione.

La soluzione, che potrebbe  per precoci e usuranti, potrebbe chiamarsi Apa: l’Assegno di pensione anticipata, che permetterebbe al lavoratore di andare in pensione anticipata di 3 o 4 anni ricevendo un assegno di circa 760 euro mensili,  fino alla maturazione effettivamente della sua pensione di vecchiaia, dopo di che dovrà restituire quanto ricevuto con piccole decurtazioni sull’assegno pensionistico che dovrebbero essere di circa 50-70 euro al mese. I requisiti per beneficiare dell’Apa sono la disoccupazione ma anche determinati requisiti anagrafici o contributivi. Per esempio, bisognerà aver raggiunto almeno 63 anni e 3 mesi e 36 anni di contributi o 62 anni e 3 mesi e 37 anni di contributi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il