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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: uscita flessibile sembra davvero possibile

Pensione anticipata per uomini e donne con nuovo piano Poletti: i possibili interventi sull’attuale sistema previdenziale




Andare in pensione anticipata a 57 anni scegliendo di calcolare la propria pensione con il sistema contributivo: questa la possibilità oggi possibile per le donne per andare in pensione prima, ma solo se si raggiungono i requisiti richiesti entro il 2014. Entro la fine di quest'anno, infatti, le lavoratrici devono raggiungere un'anzianità contributiva di 35 anni e un'età anagrafica di 57 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome. Se si raggiungono tali requisiti e si decide di accettare il regime contributivo per la pensione, si potrà allora in pensione prima ma con un assegno decisamente più basso rispetto a quello che si riceverebbe con il calcolo retributivo.

Tale possibilità, chiamata opzione contributivo, vale solo per le donne ed è un sistema che, insieme ai requisiti necessari per raggiungere l’età contributiva per la pensione anticipata, ha scatenato la polemica della Corte europea che ha puntato già mesi fa il dito contro l’Italia ritenendo discriminatoria la legge e chiedendo di adeguare l’età pensionistica delle donne a quella degli uomini. Ma nel nostro Paese, nonostante l’apertissimo dibattito sulla questione pensioni e su eventuali modifiche da apportare all’attuale sistema previdenziale, in merito tutto tace. E probabilmente l’Ue aspetterà ancora un po’. Del resto, lo stesso ministro del Lavoro Poletti qualche settimana fa ha smentito l’ipotesi per cui era previsto un innalzamento dell’età pensionabile per le donne, almeno non per quest’anno.

Ma un’ulteriore possibilità di uscita flessibile dal lavoro potrebbe arrivare per uomini e donne con il suo nuovo Apa, assegno per la pensione anticipata, pensato per coloro che vogliono andare in pensione 3, 4 anni prima rispetto alla soglia prevista dalla legge Fornero (66 anni) con un sistema che potrebbe ricalcare quello del prestito pensionistico.

Si tratterebbe comunque di una soluzione sperimentale (2017), da tenere sotto osservazione per capirne effetti e benefici. L’Apa garantirebbe a chi lascia prima un assegno mensile di 760 euro da restituire poi, una volta in pensione effettiva secondo i criteri richiesti, con piccole penalizzazioni di 50,60 euro sull’assegno finale.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il