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Amnistia e indulto: sui numeri è scontro. Novità e polemiche dopo dichiarazioni Tamburino e non solo

Sovraffollamento delle carceri, Tamburrino: “Si è fatto molto in questi ultimi due anni. È vero che abbiamo rimediato con grande fatica al problema dei 3 metri quadri”, ma ancora problemi. E’ polemica




Mentre il ministro della Giustizia tace in merito alle misure di indulto e amnistia proponendo in Senato soluzioni alternative per porre fine al problema, gravoso, del sovraffollamento delle strutture carcerarie di Italia, mentre il premier Renzi continua a dirsi contrario a queste misure che, a suo parere, non sarebbero risolutive di un problema profondo, scoppia un’altra polemica a causa delle ultime dichiarazioni di Giovanni Tamburrino, direttore delle carceri. Secondo Tamburrino, infatti, l’allarme lanciato dal presidente della Repubblica Napolitano è più che giustificato vista la situazione che si registra nelle nostre carceri, ma precisa anche che “Si è fatto molto in questi ultimi due anni, ma non tutto. Il sovraffollamento è in sostanza dimezzato, ma abbiamo circa 120 detenuti ogni 100 posti. È vero che abbiamo rimediato con grande fatica al problema dei 3 metri quadri, ma le difficoltà del carcere non sono legate solo alla superficie”.

Sul termine del 28 maggio dato all’Italia da Strasburgo per trovare soluzioni al problema, ed evitare così le sanzioni previste, Tambuttino ha spiegato: “Sotto il profilo dello spazio ce l'abbiamo già fatta, ma bisognerà compensare chi lamenta di aver subito un trattamento disumano. Come ha detto il Guardasigilli Orlando al Senato, bisognerà pensare a un rimedio compensativo come ci richiede la stessa Corte di Strasburgo. Come amministrazione penitenziaria ritengo, in tutta coscienza, di aver fatto tutto ciò che era umanamente possibile per risolvere i problemi più gravi del carcere. Eppure, con altrettanta franchezza, devo riconoscere che non si è ancora realizzato tutto”.

A contestare la situazione che ‘si sta risolvendo’ riportata da Tamburrino, il garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, secondo cui non c’è stato “Nessun dimezzamento del sovraffolla­mento carcerario”. Sulla stessa posizione il segretario del Sappe, Donato Capece, che ha accusato di “mille chiacchiere ed anche di alcune bugie” Tamburino, secondo cui il “problema dei 3 metri quadri minimi per ciascun detenuto è stato ormai superato, sebbene con grande fatica”. In realtà, come ha spiegato. Ma, insieme alla mancanza di spazio vitale, il problema da risolvere nelle carceri italiane è quello di rendere migliori le condizioni di vita dei detenuti, che vengono torturati in diversi modi, uccisi o lasciati morire, come diversi casi hanno riportato agli onori della cronaca.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il