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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: uscita flessibile soluzioni possibili in fase di studio

Uomini e donne in pensione prima con nuovo prestito del ministro Poletti: quali le decisioni del governo su equiparazione età contributiva donne e uomini?




Si attendeva la presentazione del piano prepensionamenti nelle P.A., per capire come si sarebbe mosso il governo in merito, ma dopo la riunione dello scorso 30 aprile nulla sembra essere stato fatto ancora, mentre sembra più probabile l’intervento del nuovo prestito pensionistico annunciato dal ministro Poletti, per permettere un’uscita più flessibile dal lavoro per uomini e donne. Qualche settimana fa, infatti, il ministro del Lavoro aveva detto: “Sto lavorando a un'idea molto semplice, ti manca un anno al pensionamento? Ti dò un assegno che non è la pensione fino a quando raggiungi i termini. Per questo anno la tua impresa continua a pagare i contributi previdenziali come tu fossi tornato a lavorare e l'assegno che ti ho dato un pò me lo restituisci nei tuoi 30 anni di pensione e un pò te lo paga lo Stato”.

E, insieme alla possibilità del cosiddetto esonero di servizio che permetterebbe di lasciare il lavoro un anno prima rispetto al requisiti pensionistico richiesto, si discute anche del nuovo Apa, l’assegno di pensione anticipata, pensato per tutti i lavoratori che abbiano raggiunto i 63 anni e tre mesi di età e 36 anni di contributi o 62 anni e tre mesi di età e 37 anni di contributi, e siano in stato di disoccupazione, del valore di 760 euro al mese da restituire con decurtazioni.

Mancano però indicazioni da parte del governo sulla richiesta Ue di equiparare l'età contributiva pensionabile tra uomini e donne, oggi differente. La richiesta dell'Ue è quella di eguagliare l'età pensionabile fra uomini e donne aumentando di un anno l'età contributiva delle donne, che potrebbe da 41 anni e 6 mesi a 42 anni e 6 mesi, come quella richiesta agli uomini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il