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Pensioni news: allo studio Governo Renzi uscita flessibile. Come sarà e funziona

Nuove soluzioni di uscita flessibile dal lavoro: cosa potrebbe cambiare per le pensioni italiane e come. Finalmente modifiche?




Ci aveva già pensato l'ex ministro Giovannini ma nulla fu fatto, ora torna alla ribalta la possibilità di un prestito pensionistico per lasciare il lavoro prima, meccanismo che piacerebbe e farebbe comodo soprattutto ad alcuni lavoratori impossibilitati a rimanere a lavoro fino al raggiungimento dei requisiti stabiliti dall’attuale legge previdenziale. Rientrano in queste categorie gli usuranti e i precoci, per esempio.

Per loro allo studio il nuovo Apa di Poletti, un assegno di pensione anticipata per chi vuole andare in pensione 3 o 4 anni prima rispetto ai 66 anni fissati dalla legge Fornero, con la possibilità di ricevere dall’Inps un assegno anticipato da restituire poi raggiunta la pensione effettiva, attraverso piccoli prelievi sull’assegno finale. Il ministro Poletti, però, pensa anche ad un’altra ipotesi per mandare in pensione colo cui manca solo un anno dalla pensione.

Per questi lavoratori si profila la possibilità di chiudere il contratto di lavoro prima e iniziare a ricevere dall’Inps la pensione. Gli ultimi 12 mesi, in cui il lavoratore non lavorerà, però, saranno comunque pagati i contributi dal datore di lavoro. Poi il pensionato, trascorso quest’anno di pensione in anticipo, ripagherà quanto percepito fino alla fine. Per esempio, un 65enne della scuola che percepisce un salario lordo di 30 mila euro annui potrebbe lasciare il lavoro e l'azienda verserebbe 5 mila euro di contributi. Quando poi il lavoratore in questione raggiunge l’effettiva pensione, restituirà i 5mila euro ricevuti, per circa 15 anni, con piccolissimi prelievi di 25-30 euro al mese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il