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Pensioni news Governo Renzi: il punto della settimana e del mese

Da uscita flessibile di Damiano a dibattiti su piano prepensionamento Madia, a prestito pensionistico Poletti: ma come cambieranno le pensioni?




Piano prepensionamenti e prestito pensionistico: ormai da un mese si discute a ritmo incalzante delle possibilità di flessibilizzazione per le pensione, per permettere di andare in pensione, ma senza le penalizzazioni di cui, per esempio, aveva parlato Damiano. E’ stato, infatti, ritenuto ingiusto che i lavoratori, dopo una vita lavorativa, per errori della legge Fornero, debbano acconsentire ad accettare penalizzazioni per raggiungere la loro pensioni. Ma si susseguono le richieste per dare la possibilità di lasciare prima il lavoro per le pensioni di vecchiaia e anzianità, soprattutto per usuranti e precoci, nonché si auspicano soluzioni per esodati e Quota 96.

Il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, nonostante bloccata dalla Ragioneria di Stato, lo scorso 30 aprile ha portato in Consiglio dei Ministriil suo  piano di prepensionamento per i dipendenti pubblici, che permetterebbe ad alcuni di andare in pensione prima e ai giovani in cerca di occupazione di poter entrare a far parte della P.A. italiana.

Qualche settimana su questo piano era intervenuta l’ex ministro Fornero che aveva invitato la Madia ad “essere abbastanza attenta, i dipendenti privati farebbero bene ad arrabbiarsi perché non possono essere sempre solo loro a pagare”. Ed ecco che si è pensato di estendere i prepensionamenti anche ai privati.

Ma gli interventi per permettere sia a statali che di privati di andare in pensione prima sono diversi: mentre il premier Renzi e il ministro dell’Economia Padoan hanno confermato che il prossimo 2015 sarà l’anno in cui i pensionati che ricevono una pensione bassa vedranno aumenti nei loro assegni, il ministro Poletti lavora ad una forma di prestito pensionistico che, seguendo quanto già elaborato da Giovannini, permette di andare in pensione prima, ricevendo un anticipo (si chiamerà Apa assegno di pensione anticipata) da restituire una volta maturata la pensione ordinaria.

In questo caso le decurtazioni che si subirebbero sull’assegno finale non sarebbero penalizzazioni, come quelle previste per l’uscita flessibile di Damiano, ma si tratterebbe di una somma già ricevuta prima. Per cui nessuna privazione per il lavoratore e nessun costo per lo Stato. L’assegno verrebbe erogato dall’Inps e ad esso restituito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il